Beata Teresa Manganiello
05/07/2009 - 09:50
VENERABILE Teresa Manganiello, l’«analfabeta sapiente» che ad Avellino fece fiorire il Terz’Ordine

I l decreto di ieri che ne riconosce le virtù eroiche la renderà venerabile. Teresa Manganiello nacque a Montefusco, in provincia di Avellino, il 1° gennaio 1849, undicesima di dodici figli, da genitori contadini. Ancora adolescente manifestò il desiderio di consacrare la sua vita al Signore, possibilità realizzata grazie alla presenza di padre Ludovico Acernese che istituì a Montefusco il Terz’Ordine Francescano proprio per rivitalizzare la vita cristiana. Teresa divenne la prima terziaria della località irpina e nel 1871 fece la professione dei voti prendendo il nome di sorella Maria Luisa.
Sebbene priva di istruzione, fu l’artefice dell’estensione del Movimento Terziario Francescano in Irpinia e nel Sannio. Veniva chiamata, con affetto, « analfabeta sapiente » per la dedizione con cui si prendeva cura delle necessità delle persone che incontrava. Nel 1873 si recò in udienza da papa Pio IX per presentare l’idea di una nuova comunità francescana. Il Pontefice la benedisse e la incoraggiò ad andare avanti; quando ormai veniva già considerata come la prima superiora della nuova Congregazione delle Suore Terziarie Francescane, la salute cominciò a declinare. Morì il 4 novembre 1876 a soli 27 anni; nel 1881 padre Ludovico Acernese fondò a Pietradefusi, sempre in provincia di Avellino, la congregazione delle Suore Francescane Immacolatine ispirate all’opera e alla dedizione di Teresa. Nel 1976 è stata aperta la causa per la sua beatificazione; il processo diocesano si è chiuso nel 1991 e gli atti sono stati approvati dalla Santa Sede il 12 dicembre 1992. ( F. Mas.)
Fonte:Avvenire
Novena alla Beata Vergine di Fatima
11/06/2009 - 14:31
NOVENA ALLA BEATA VERGINE DI FATIMA
da recitarsi dall'11 al 20 giugno
Vergine Santissima, che a Fatima hai rivelato al mondo i tesori di grazie nascosti nella pratica del santo Rosario, infondi nei nostri cuori un grande amore a questa santa devozione, affinché, meditando i misteri in esso contenuti, ne raccogliamo i frutti e otteniamo la grazia che con questa preghiera ti chiediamo, a maggior gloria di Dio e a vantaggio delle nostre anime. Così sia.
7 Ave Maria
Cuore Immacolato di Maria, prega per noi.
PREGHIERA
Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che s'irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina. Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi d'amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino. Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta. Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all'umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio. Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.
Rinnovo Consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria
11/06/2009 - 14:20
1959 – 2009
La federazione mariana nazionale “Cuore Immacolato di Maria”,
con il patrocinio della Conferenza Episcopale Italiana,
nel 50° della Consacrazione dell’Italia al
Cuore Immacolato di Maria,
Organizza
La celebrazione del rinnovo della
Consacrazione dell’Italia al
Cuore Immacolato di Maria
in Roma
Basilica di S. Pietro
Sabato 20 giugno 2009
Programma della celebrazione
- Ore 10.30 - Arrivo nella Piazza di S. Pietro della statua della
Madonna di Fatima e processione con ingresso in basilica,
- Incoronazione della statua
- Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Segretario
Generale della C.E.I. Mons. Mariano Crociata
- Lettura dell’Atto di Consacrazione dell’Italia
al Cuore Immacolato di Maria
- Processione con la statua all’interno della basilica.
- Informazioni: Lorenzo 0445550240 - 3467426162
Severino 0444658897 - 3384872724
- www.federazionemariana.it
- Iscrizioni presso i referenti di zona e i punti di raccolta in contatto
con gli organizzatori
- Estratto dal messaggio della Madonna di Fatima:
- "… Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato." Se farete quello
che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace; diversamente, …i buoni saranno
martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate; infine il
mio Cuore Immacolato trionferà. …
Madonna di Fatima a San Pietro ad Aram-Napoli
07/05/2009 - 14:10

Da sabato 2 maggio a sabato 9 maggio 2009,la statua in questione sarà presso la Basilica di San Pietro ad Aram, Corso Umberto I 292-Napoli
Fra' Tommaso da Olera e l'Immacolata
08/12/2008 - 17:20
Il francescano amato nel Bronx
Padre Giovanni Pozzi, che a Friburgo sedette sulla cattedra di Gianfranco Contini, lo definì "uno dei mistici più interessanti del suo secolo", ma già Ludwig von Pastor, il grande storico della Chiesa, l'aveva considerato come "uno dei più popolari predicatori". Figura straordinaria quella del venerabile servo di Dio fra' Tommaso Acerbis de Viani (Olera 1563-Innsbruck 1631), più noto come fra' Tommaso, laico cappuccino bergamasco, campione della Controriforma per il quale da alcuni decenni è in corso il processo di beatificazione ed ora i documenti riguardanti una presunta guarigione miracolosa, a lui attribuita, sono al vaglio della Congregazione romana dei Santi. Nonostante i quasi quattro secoli che ci separano dalla morte, la sua fama di santità non solo non si è spenta, ma al suo modello (insieme a quello di san Corrado da Parzham) si richiamano addirittura dei francescani riformati, una congregazione fondata vent'anni, che si fa carico dei poveri nel corpo e nello spirito nel New Jersey, Bronx compreso.
Inoltre, sono soprattutto gli scritti di fra' Tommaso a essere rivalutati attraverso rigorose pubblicazioni (strano destino per chi, pastore semianalfabeta sino a diciassette anni, indossato il saio nel 1580, tardi imparò i rudimenti del leggere e dello scrivere). La Morcelliana di Brescia che per la cura del giovane filologo Alberto Sana porta avanti l'edizione critica di tutte le opere di questo mistico illetterato, dopo il primo volume (Selva di contemplazione), sta ora per mandare in libreria un secondo che conterrà la duplice redazione di Scala d'amore, trattato sull'"amor puro, retto, filiale", composto nel primo ventennio del XVII secolo e recuperato da un manoscritto idiografo custodito nella Biblioteca dei Cappuccini di Innsbruck. Ampi stralci di esso sono già presenti sull'ultimo numero della rivista "Humanitas". Quanto basta non solo per ripercorrere la natura dell'autentico "amor puro" che al termine di un complesso percorso ascetico guadagna la morte d'amore, cioè l'unione con Dio - nel secondo Seicento darà adito a tante polemiche teologiche - ma anche per imbattersi in proposizioni tanto sgrammaticate quanto vibranti di fede. "Dobbiamo vigillare entro e fuori di noi, avendo Dio nell'anima per amore (...) operando ogn'azione tanto corporale come spirituale (...) con una rettitudine di mente e di cuore qual rimiri al solo Dio scordandoci del proprio interesse, non rimirando né la gloria del Paradiso né la pena dell'Inferno, né a comodi né a gusti, ma alla sola pupilla degl' occhi di Cristo", così al capitolo II.
E al capitolo ix leggiamo: "Scienze acquisite non d'umil cor vestite danno all'anime mortal ferrite: questa prattica più si impara con tacere che con parlare". E alcune righe dopo "l'amor di Dio sta ne' cuori umili, innamorati, e l'amor dell'anima sta nel cuore di Cristo e niuna cosa del cielo né della terra può saziar un'anima innamorata di Dio". Concetti folgoranti di un uomo che ha stabilito un'intima unione con la verità superiore, con Dio. Scrive ancora nel capitolo vIIi: "Oh quante volte muore l'anima! Ma morendo revive per maggiormente morire, e quanto più muore tanto più vive: questa morte è morte di gioire, perché nell'istessa morte gode quella vita incognita a' superbi ed innamorati di se stessi, quali cercano la vita senza morte". Sin qui il fra' Tommaso scrittore tra scienza e conoscenza, vita e morte, anima e corpo... Ma non dovremmo dimenticare il fra' Tommaso taumaturgo ben descritto dall'amico Ippolito Guarinoni, medico trentino, nella sua opera Detti e fatti, profezie e segreti del Frate Cappuccino Tommaso da Bergamo del 1643, edita di recente. O il cappuccino apprezzato consigliere dell'arcivescovo Paride Lodron, principe di Salisburgo, di Ferdinando II, imperatore d'Austria, dell'arciduca Leopoldo, del duca Massimiliano i di Monaco, e di molti altri. Oppure il devotissimo della "piena di grazia" che, appresa la concezione teologica dei francescani a riguardo della Donna "concepita senza peccato" (con basi profonde nel frate scozzese Duns Scoto), diffuse nei suoi scritti le profondità del mistero mariano e - in qualche modo anticipando la formulazione del dogma - riconobbe l'"Immacolata concezione" (a lui è legata poi la costruzione della prima chiesa dedicata a Maria Immacolata in un territorio di lingua tedesca, a Volders, consacrata nel 1654, duecento anni prima della proclamazione del dogma da parte di Pio ix).
E ci sarebbe persino il fra' Tommaso "precursore" di Paray-le-Monial (il centro di quella devozione al Sacro Cuore che egli propagò decenni prima della stessa Margherita Maria Alacoque). Ed altro ancora. Ma vale la pena ricordare che anche i Papi del Novecento si sono interessati a fra' Tommaso. Giovanni xxIIi, conferma monsignor Loris Capovilla, lo definiva "santo autentico e maestro di spirito", e fin dalla giovinezza ne conosceva vita, opere e fama di santità.
Non solo, il Fuoco d'amore del cappuccino bergamasco stava in evidenza sulla sua scrivania tra i libri di meditazione e, negli ultimi giorni della sua vita, quando incominciò a restare a letto - dal 20 maggio 1963 - se ne fece leggere diverse pagine dal segretario e dall'infermiere fra' Federico Belotti. Paolo vi poi - nella ricorrenza del iv centenario della nascita di fra' Tommaso - lo indicò come "fulgido esempio di fedeltà, zelo e dedizione per i contemporanei" nonché "valido strumento della generale rinnovazione spirituale tanto da brillare nella storia di quel glorioso periodo (...) insieme coi più ardenti sostenitori della riforma cattolica". Anche il futuro Giovanni Paolo i, quando era cardinale nel 1977 si occupò del nostro. Lesse infatti il profilo Tommaso contemplativo del Sacro Cuore di Gesù: glielo aveva inviato l'autore - padre Fernando da Riese - affinché se ne giovasse nella preparazione di un intervento per un convegno a Pompei in quell'anno. Ma il testo gli arrivò tardi e - come scrisse Albino Luciani a padre Fernando - fu "un "soccorso di Pisa" avendo gli organizzatori richiesto il discorso in iscritto da tempo per le traduzioni simultanee". Infine Giovanni Paolo II in un viaggio in Austria non dimenticò di additare il "fratello del Tirolo", "il cui operato ha confermato la fede di contadini e di principi del XVII secolo".

(©L'Osservatore Romano - 7 dicembre 2008)
I dubbi di Napoleone e il dogma dell'Immacolata
08/12/2008 - 17:14
I dubbi di Napoleone e il dogma dell'Immacolata
Novembre 1801. Fervono i lavori per la redazione del Codice civile francese. In particolare, il 5 del mese il Consiglio di Stato discute gli articoli 2, 3 e 4 del progetto. Il tema, spinosissimo e misterioso, è quello della paternità. Le formule sotto esame prevedono che non possa ritenersi legittimo il bimbo nato prima di 186 giorni dalla celebrazione delle nozze (articolo 2), né quello nato 286 giorni dopo la loro cessazione (articolo 3). Si aggiunge anche (articolo 4) che la presunzione di paternità cessa laddove la distanza tra gli sposi sia stata tale da aver reso impossibile la coabitazione tra loro, o laddove essi fossero separati nei corpi e nei beni (in assenza di riunione di fatto e di riconciliazione). In tutti questi casi, sono troppi i dubbi sull'origine della prole: è impossibile riconoscerla come concepita dal marito e, quindi, è impossibile qualificarla come legittima.
In quella lontana giornata di oltre due secoli fa, il Consiglio di Stato francese dibatteva dunque su uno dei nodi più intricati della storia umana, quello dell'identificazione del padre, la cui identità rispetto alla nascita del figlio fu, da sempre e per secoli, nascosta "dietro l'impenetrabile velo" posto dalla natura (secondo una formula molto amata dai giudici italiani nell'Ottocento).
Ai lavori partecipa personalmente anche il primo console, intuendo di avviare, attraverso la codificazione del diritto, quello che si sarebbe rivelato il più grande fenomeno della modernità giuridica. Come afferma lo storico del diritto Paolo Grossi, mai prima di questo momento, nella storia, il potere era stato così presuntuoso da credere che in mille articoli si potessero condensare le regole della società civile. È la nascita - sempre nelle parole dello studioso fiorentino - dell'assolutismo giuridico, di un apparato mitologico - la cui dimensione mitica risiede proprio nell'assioma che la legge esprima sempre e comunque la volontà generale - erede della serrata del diritto e delle fonti voluta dalla Rivoluzione francese.
Come noto, tra le priorità di Napoleone vi fu la volontà di ripristinare l'ordine sociale e giuridico disciplinando la realtà con estremo rigore partendo proprio dalla famiglia, l'unica società intermedia non eliminabile. Il progetto era davvero ambizioso e mirato: si voleva fare ordine in uno degli ambiti più intricati e intimi, con il potere paterno che doveva fungere da modello per l'ordine pubblico generale.
Il problema, però, è che Napoleone aveva un grande nemico che da millenni stava lavorando per scompaginarne i progetti, rendendo non oggettivamente identificabile la paternità. Possibile, si domanda il Bonaparte, che si debba soccombere dinnanzi al silenzio della natura? Possibile, ripete più volte il primo console durante i lavoro preparatori, che ci si debba arrendere all'impossibilità di stabilire in modo preciso il momento del concepimento? Fare chiarezza in tema è fondamentale, ribadisce più volte Napoleone: è un preciso interesse dello Stato che il povero bambino non sia privato del suo stato di legittimo. Pur in presenza di dati vaghi, dobbiamo cercare di evitare in ogni modo d'infamare una creatura innocente.
Il disappunto di Napoleone verso i medici e la scienza è enorme. "Un bimbo nato a sei mesi meno sei giorni può vivere?", domanda. "Si ritiene di no", risponde il consigliere di Stato Fourcroy. "Come facciamo a sapere quando un bimbo è stato concepito?", domanda ancora e ancora Napoleone. Nel corso del serrato interrogatorio, il primo console chiede addirittura, anticipando di oltre due secoli la domanda centrale di una diciassettenne in un film che farà tanto discutere: "Quando vengono le unghie ai feti?"; è sempre Fourcroy che risponde: intorno ai sei mesi.Leggendo i resoconti dei dibattiti dell'epoca, colpisce innanzitutto la profonda sfiducia verso i medici: il consigliere Fourcroy presenta una documentata relazione sulle posizioni dei migliori autori di medicina dal titolo Sur l'époque de la naissance humaine, et sur les naissances accélérées et tardives; un posto di tutto rispetto viene dato alle dottrine di Paolo Zacchia e di Haller. Napoleone non si commuove: se mi nascesse un bimbo a cinque mesi dalle nozze, lo considererei mio a prescindere dai medici.
Il dato davvero interessante, però, è che, nel suo tentativo razionale di risolvere il problema, Napoleone si rivolge al nemico, al solo ambito che sembra possa effettivamente aiutarlo. "Secondo i teologi, quand'è che l'anima entra nel corpo?". Fourcroy spiega che non sono tutti d'accordo ("secondo alcuni a sei settimane, secondo altri..."), che il dibattito nella Chiesa è acceso. Effettivamente è così: da secoli il cristianesimo vede alternarsi le due posizioni dell'animazione immediata e dell'animazione ritardata. Ma in realtà, quando Napoleone pone la domanda, manca poco perché la questione venga risolta e definita una volta per tutte.
Nel 1854, infatti, sarebbe stato pronunciato il dogma dell'Immacolata Concezione. "Affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo e immutabile per tutti i fedeli". L'intento diretto e primo non era certo quello di porre fine alla lunga diatriba, ma il messaggio insito nel dogma non lasciava adito a dubbi. Affermare la preservazione di Maria dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, è un implicito e inequivoco riconoscimento dell'animazione immediata.
A pensarci bene, anche dal punto di vista simbolico, il messaggio è estremamente significativo. Per risolvere e definire una questione che nasce e si dipana nel corpo delle donne - pur trattandosi di una questione che interessa tutta l'umanità senza distinzione di sorta - la Chiesa ha scelto di seguire Maria. E di seguirne non le parole, i silenzi o i gesti, ma l'evoluzione naturale.
(©L'Osservatore Romano - 7 dicembre 2008)
Medaglia Miracolosa:seconda apparizione
27/11/2008 - 23:01
Apparizione di novembre 1830
Sabato 27 novembre 1830(antecedente alla prima domenica di Avvento), verso le ore 17-17.30, Santa Caterina era in meditazione nella cappella e sentì un rumore come un fruscio di seta. Subito dopo le apparve la Beatissima Vergine all’altezza del quadro di san Giuseppe.
Il suo volto aveva gli occhi rivolti al cielo, la sua statura era media, e la sua bellezza indescrivibile. Era in piedi, la sua veste era di seta e di color bianco. Dal capo le scendeva un velo bianco fino ai piedi; il viso era abbastanza scoperto,mentre i suoi i piedi poggiavano sopra un globo o meglio sopra un mezzo globo. Aveva nelle mani una sfera dorata, che rappresentava il mondo e che offriva a Dio. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo, e il suo volto diventò splendente mentre presentava il globo a Nostro Signore. Alle mani aveva anelli con pietre preziose di varie dimensioni; quasi tutte sfavillavano e mandavano verso il basso raggi luminosi di varia intensità. Mentre Suor Caterina era impegnata a contemplarla, la Santissima Vergine abbassò gli occhi e disse: “Questo globo rappresenta tutto il mondo, in particolare la Francia e ogni singola persona…”. “Sono il simbolo delle grazie che io spargo sulle persone che me le domandano”.

Tra le gemme ve ne erano alcune che non mandavano raggi. Mentre ella se ne stupiva, sentì, la voce di Maria che diceva: ”Le gemme dalle quali non partono raggi sono simbolo delle grazie che si dimentica di chiedermi”. Tra esse la più importante è il dolore dei peccati.
A quel punto si formò intorno alla Santissima Vergine un quadro alquanto ovale, sul quale, in alto, a modo di semicerchio, dalla mano destra alla sinistra di Maria si leggevano queste parole, scritte a lettere d’oro: “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”. Allora la Vergine disse: “Fa coniare una medaglia su questo modello: tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie; specialmente portandola al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”. All’istante mi parve che il quadro si voltasse e Suor Caterina vide il rovescio della medaglia. Vi si trovava il monogramma di Maria, ossia la lettera “M” sormontata da una croce e, come base di questa croce, una spessa riga, ossia la lettera “I”, monogramma di Gesù, Jesus. Al di sotto dei due monogrammi, vi erano i Sacri Cuori di Gesù e di Maria, circondato il primo da una corona di spine trafitto il secondo da una spada.
Allorquando fu interrogata in un momento successivo, la Labouré sotto i piedi della Vergine rispose di aver veduto un serpente di color verdastro con chiazze gialle.

Qual è il significato dell’immagine? I teologi ritengono che esso sia assai semplice: M = Maria Madre; I = Iesus; + = Crocifisso. Il risultato è evidente: Maria Madre di Gesù Cristo crocifisso Salvatore.
La medaglia dell’Immacolata, fu coniata due anni dopo, nel 1832, e fu denominata dal popolo stesso, “Medaglia Miracolosa” per eccellenza, per il gran numero di grazie spirituali e materiali ottenute per intercessione di Maria.
Medaglia Miracolosa:prima apparizione
27/11/2008 - 22:40
Da Giugno a Dicembre del 1830 Suor Caterina,una giovane novizia delle Figlie della Carità, ricevette la grazia di intrattenersi per ben tre volte con la Maria Vergine.
Apparizione di luglio 1830
La prima apparizione.
La notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, verso le undici e mezzo, mentre era a letto e dormiva,Caterina udì una voce che la chiamava per nome. Vide un misterioso bambino di 4 o 5 anni vestito di bianco che le disse:"alzati subito e vai nella cappella, la Santissima Vergine ti aspetta". Ella si preoccupò che le altre suore potessero sentirla,ma il bambino rispose:“State tranquilla, sono le ventitré e trenta e tutti dormono profondamente. Venite che vi aspetto”.
Questo bambino che era il suo angelo custode. Suor Caterina si vestì in fretta e lo seguì fedelmente,notando che dovunque andassero trovavano i lumi accesi. Il bambino toccò con un dito l'uscio della cappella ed esso si aprì immediatamente. La meraviglia di Caterina fu nel vedere che tutte le candele e le lampade erano accese come se fosse la Messa di mezzanotte. Il bambino la condusse nel presbiterio e lei si inginocchiò accanto alla poltrona del Padre Direttore. Improvvisamente il bambino esclamò:"ecco la Beatissima Vergine!". Apparve allora una meravigliosa Signora, seduta su una poltrona posta nel presbiterio. Caterina accorse da lei e s’inginocchiò sui gradini dell’altare; restò in questa posizione ad ascoltare, tenendo le mani familiarmente appoggiate sulle ginocchia della Madonna. "Quel momento fu il più dolce della mia vita e mi è impossibile descrivere tutto ciò che ho provato", affermerà poi la veggente.

Durante l’apparizione che durò circa un ora e mezza, Maria le disse: " Figlia mia, il buon Dio vuole affidarti una missione. Avrai molte sofferenze da patire, ma le supererai pensando che le ricevi per glorificare il buon Dio. Conoscerai il messaggio che ti viene da Lui. Verrai contrastata, ma la grazia ti aiuterà. Abbi fiducia e non temere! Rendi conto di ciò che vedrai e udirai."
A questo punto la Madonna aggiunse con un espressione molto triste: "I tempi sono malvagi. Sciagure si abbatteranno sulla Francia, il trono verrà rovesciato, il mondo intero verrà sconvolto da sventure di ogni genere. Ma venite pure ai piedi di questo altare; qui grazie verranno diffuse su tutti coloro, grandi e piccoli, che le chiederanno con fiducia e fervore."
Dopo averle parlato del futuro della sua congregazione, la Madonna riprese l’argomento: "Ci saranno morti, il clero di Parigi avrà vittime, monsignore l’arcivescovo morirà. Figlia mia, la Croce verrà disprezzata, la getteranno per terra, e allora scorrerà il sangue per le strade. Verrà nuovamente aperta la ferita al costato di Nostro Signore. Verrà il momento in cui il pericolo sarà talmente grave, da far credere che tutto sia perduto. Figlia mia, tutto il mondo sarà nella tristezza. Ma abbiate fiducia! Proprio allora io sarò con voi; avrete modo di riconoscere la mia visita".
supplica alla Beata Vergine Maria,domani domenica 5 ottobre ore 12
04/10/2008 - 16:50
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Recitata nel Santuario di Pompei i giorni 8 maggio e prima domenica di ottobre. |
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O augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del cielo e della terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo tempio di Pompei (in questo giorno solenne), effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie. Ave Maria… È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore. Ave Maria… Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie. Ave Maria… Chiediamo la benedizione a Maria Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci (in questo giorno solennissimo). Concedi a tutti noi l’amore tuo costante e in modo speciale la materna benedizione. Salve Regina…
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Mese del Preziosissimo Sangue di Gesù:18 luglio
18/07/2008 - 19:49
18 luglio - LA REGINA DEL PREZ.MO SANGUE
La Madonna è il dono più bello che Dio ci ha fatto, dopo l'Eucarestia. Ella non solo è la Madre di Dio, il capolavoro della Redenzione, la Piena di Grazia, la Benedetta fra le donne, ma è anche la nostra Madre dolcissima! Il mondo cristiano esulta al suo nome e si rifugia all'ombra del suo manto. Orbene tutta la grandezza di Maria scaturisce dal Prezioso Sangue: la Carne di Cristo è carne di Maria, il Sangue di Cristo è sangue di Maria: perciò noi la invochiamo col bel titolo di Regina del Preziosissimo Sangue! Per singolare privilegio in Lei non fu cancellata la colpa, come in ogni altra creatura, ma dovendo essere la fonte purissima dalla quale doveva zampillare il Sangue di Gesù, proprio in previsione dei meriti del Prez.mo Sangue, fu concepita senza peccato originale. Esultiamo per aver ricevuto da Dio una Madre così eccelsa e così dolce e guardiamola ai piedi della croce, dove offre all'Eterno Padre il Sangue del suo caro Figlio per il nostro riscatto. La sua anima è trafitta dalla spada del dolore e le sue lacrime sono le più amare che una madre abbia mai versato sulla terra. Guardiamo con quanto amore accoglie tutta l'umanità che Gesù le affida nella persona dell'apostolo S. Giovanni! Guardiamo come su lei cade quel Sangue affinché lo riversi su di noi poveri peccatori! Consideriamo come Dio l'ha costituita canale di grazia, dispensiera dei suoi tesori, nostra potente avvocata presso il trono dell'Agnello! O Maria, Regina del Prez.mo Sangue, fa' che anche l'anima mia rosseggi del Sangue divino del tuo Figliuolo, difendimi dagli assalti del demonio, specialmente in punto di morte, ottienimi la contrizione dei peccati e la perseveranza finale.
ESEMPIO: Una delle devozioni più care a S. Gaspare del Bufalo fu quella alla Regina del Prez.mo Sangue. Fece dipingere un quadro della Madonna con il Bambino Gesù sulle ginocchia, che stringe in mano il calice del suo Sangue. E la Vergine dimostrò, con molti prodigi, quanto le fosse cara una tale devozione. Molte volte, durante le prediche, il Santo fermava la pioggia benedicendo il cielo con quella prodigiosa immagine. Ad un gruppo di devoti, venuti da lontano ad ascoltarlo e che non potevano far ritorno perché si era scatenato un furioso temporale, consegnò quel quadro ed essi, pur camminando sotto la pioggia, giunsero perfettamente asciutti alle loro case. Davanti a quell'effige con la recita di tre Ave Maria, guarì istantaneamente un contadino che si era ferito gravemente ad un dito. Presso Albano Laziale, invocando il Nome della Vergine, salvò da sicura morte un confratello missionario che era precipitato con la carrozza dall'alto di un ponte. Moltissime volte, mentre predicava, fu vista una luce misteriosa scendere dal Cielo e inondare sia l'Immagine della Madonna, sia il volto del Santo. Imitiamo S. Gaspare in questa devozione tanto efficace, uniamo l'amore alla Vergine con quello al Prez.mo Sangue e saremo certamente ricolmi di celesti favori. Ma, in modo particolare, evitiamo il peccato, che rinnova le trafitture al Cuore adorabile della nostra Madre celeste.
PROPOSITO: Celebrerò con devozione le Feste della Madonna e in modo particolare quella della Vergine Addolorata.
GIACULATORIA: Santa Madre, questo fate, che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.
Pensiero di Sant'Antonio da Padova- 14 giugno
14/06/2008 - 14:46
Pensiero del 14 giugno
Giuseppe e Maria sono figura della speranza e del timore, che sono come i "genitori" del giusto. La speranza è l'attesa dei beni futuri, che genera un sentimento di umiltà e una pronta disponibilità di servizio. La speranza è detta in latino spes, quasi pes, piede, passo di avanzamento: ecco l'aumento, l'accrescimento. Al contrario si dice disperazione, quando non c'è nessuna possibilità di andare avanti, poiché quando uno ama il peccato non spera certo nella gloria futura. E perché la speranza non degeneri in presunzione, dev'essere unita al timore, che è principio della saggezza (Sal 110,10; Eccli 1,16), al cui possesso nessuno può giungere se prima non ha assaporato l'amarezza del timore. Per questo è detto nell'Esodo che i figli d'Israele, prima di arrivare alla dolcezza della manna, trovarono l'amarezza dell'acqua di Mara (cf. Es 15,23). Bevendo una medicina amara si arriva alla gioia della guarigione.
Preghiera di Sant'Antonio da Padova alla Vergine Maria
13/06/2008 - 16:06

Regina nostra, inclita Madre di Dio, ti preghiamo: fa' che i nostri cuori siano ricolmi della grazia divina e risplendano di sapienza celeste. Rendili forti con la tua fortezza e ricchi di virtù.
Su noi effondi il dono della misericordia, perché otteniamo il perdono dei nostri peccati.
Aiutaci a vivere così da meritare la gloria e la beatitudine del cielo. Questo ci conceda Gesù Cristo tuo Figlio che ti ha esaltata al di sopra degli Angeli, ti ha incoronata Regina e ti ha fatto assidere in eterno su fulgido trono.
A Lui onore e gloria nei secoli.
Amen.
Coroncina al Sacro Cuore di Gesù
03/06/2008 - 22:40
Coroncina al Sacro Cuore di Gesù

1. Amorosissimo mio Gesù, pensando alla bontà del tuo Cuore, tutto pieno di pietà e di dolcezza per i peccatori, mi sento colmare di fiducia di essere da te bene accolto. Ahimè, quanti peccati ho commesso! Ma ora, come Pietro e come la Maddalena, li piango e li detesto, perché sono offesa di te sommo bene. Ti prego di concedermi il tuo perdono: fa che io sia pronto a morire piuttosto che offenderti ancora, e viva solo per riamarti.
Padre nostro. 5 Gloria al Padre.
Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.
2. Benedico, Gesù mio, l’umilissimo tuo cuore, e ti ringrazio che, nel darmelo come esempio, non solo mi inciti a imitarlo, ma, a costo pure di tante tue umiliazioni, me ne additi e appiani la via. Quanto fui cattivo e ingrato! Perdonami. Non più superbia e vanità, ma con cuore umile, voglio seguir te e ottenere pace e salute. Dammi forza e benedirò in eterno il tuo sacro Cuore.
Padre nostro. 5 Gloria al Padre.
Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.
3. Ammiro Gesù mio, il pazientissimo tuo Cuore, e ti ringrazio di tanti meravigliosi esempi d’invitta sofferenza a noi lasciati. Essi mi rimproverano la mia delicatezza, insofferente d’ogni piccola pena. Ah, Gesù caro, infondi nel mio cuore un fervido e costante amore alla croce, alla mortificazione e alla penitenza, affinché, seguendoti al Calvario, giunga con te alla gloria, alla gioia in paradiso.
Padre nostro. 5 Gloria al Padre.
Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.
4. Davanti al mansuetissimo tuo Cuore, caro Gesù io mi vergogno del mio, così diverso dal tuo. Purtroppo, a un gesto, a una parola in contrario, mi inquieto e mi lamento. Perdona i miei impulsi e dammi grazia d’imitare per l’avvenire, in qualunque contrarietà, l’inalterabile tua mansuetudine, e così godere perpetua e santa pace.
Padre nostro. 5 Gloria al Padre.
Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.
5. Si cantino lodi, o Gesù, al generosissimo tuo Cuore, vincitore della morte e dell’inferno. Io resto più che mai confuso a vedere il mio povero cuore così meschino che teme di qualunque diceria e rispetto umano; ma non sarà più così. Da te imploro la forza coraggiosa di combattere e vincere in terra, per trionfare poi lieto con te in cielo.
Padre nostro. 5 Gloria al Padre.
Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.
Per i meriti del tuo cuore dolcissimo, impetrami, o gran Madre di Dio e Madre mia, Maria, vera e stabile devozione al Sacro Cuore di Gesù, tuo Figlio, affinché io, racchiuso in esso coi miei pensieri ed affetti, adempia tutti i miei doveri e con l’alacrità di cuore serva sempre, ma specialmente in questo giorno, a Gesù. Gesù mite e umile di cuore. Rendi il nostro cuore simile al tuo.



Leggendo i resoconti dei dibattiti dell'epoca, colpisce innanzitutto la profonda sfiducia verso i medici: il consigliere Fourcroy presenta una documentata relazione sulle posizioni dei migliori autori di medicina dal titolo Sur l'époque de la naissance humaine, et sur les naissances accélérées et tardives; un posto di tutto rispetto viene dato alle dottrine di Paolo Zacchia e di Haller. Napoleone non si commuove: se mi nascesse un bimbo a cinque mesi dalle nozze, lo considererei mio a prescindere dai medici. 




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