Indonesia:aiuti umanitari
23/10/2009 - 11:50
INDONESIA: APPELLO PER AIUTI UMANITARI
PER LE VITTIME DEL TERREMOTO IN PADANG
La Famiglia Francescana ha elaborato un progetto per aiutare urgentemente le vittime del terremoto in Padang (Indonesia). Per portare a termine la prima fase del progetto, strettamente umanitario, c’è bisogno di 38.846 Euro. Con tale progetto si vuole aiutare 700 famiglie, circa 3.000 persone. Le donazioni possono essere inviate all’Economato generale della Curia OFM, specificando “per le vittime del terremoto in Padang (Indonesia). Il coordinatore del progetto è Fr. Peter C. Aman, OFM.
Per inviare donazione:
BANCA POPOLARE DI SONDRIO – ROMA SEDE
Intestazione: FONDO SOLIDARIETÀ S. FRANCESCO
IBAN: IT95 L056 9603 2110 0000 5300 X66
BIC/SWIFT: POSOIT22
Uccise in Yemen perchè cristiane
17/06/2009 - 15:17

| RELIGIONE, EVANGELICI. Eccidio nello Yemen: Scuola Biblica in Germania piange la morte di due studentesse |
Lemgo, Germania - Due delle tre donne sequestrate ed uccise nello Yemen studiavano teologia alla Brake Bible School, Germania, (foto d'archivio) un college cristiano-evangelico. Si trovavano nel paese della penisola araba come tirocinanti come richiesto dal programma di formazione (esperienza pratica presso un'associazione umanitaria).
Anita G e Rita S erano al terzo anno dei loro studi. Il loro desiderio era lavorare con i poveri. La Worldwide Services, un'associazione umanitaria olandese, le aveva offerto loro un posto nel loro ospedale nello Yemen. 
[Nella foto AP, Soldati yemeniti ed operatori sanitari trasportano uno dei tre corpi senza vita a San'a, martedì 16 giugno. I corpi mutilati delle due studentesse evangeliche tedesche e della missionaria sudocoreana erano stati trovati da alcuni pastori]
La Brake Bible School è stata fondata nel 1959 ed era conosciuta come il "Moody Bible Institute della Germania", dal nome del famoso evangelista americano.
La convinzione diffusa è che le donne siano state uccise da fondamentalisti islamici che ritengono che il cristianesimo debba rimanere fuori dalla penisola Araba.
Fonte:www.icn-news.com
Pakistan, studente universitario cristiano torturato e ucciso
15/06/2009 - 20:18
Pakistan, studente universitario cristiano torturato e ucciso
La notizia è stata diffusa da Fox News solo ieri, sabato 13 giugno, ma il fatto risale al 15 maggio scorso. In Pakistan, un giovane cristiano è stato rapito, violentato e brutalmente massacrato per essersi rifiutato di convertirsi all'Islam. E come già in altri casi, la polizia non sta facendo nulla per scoprire i colpevoli. Il corpo senza vita di Tariq "Litto" Mashi Ghauri, uno studente universitario di 28 anni, è stato trovato in un canale nelle campagne di Sargodha, un villaggio del Punjab. E' stato pugnalato almeno cinque volte. Salman Nabil Ghauri, 24 anni e fratello della vittima, ha detto che i suoi rapitori "ne hanno abusato sessualmente, lo hanno torturato con un coltello sui testicoli e sui genitali. Lo hanno selvaggiamente torturato; dopo di che lo hanno accoltellato cinque volte ed ammazzato". La famiglia crede che il loro congiunto sia stato assassinato dai fratelli della sua fidanzata musulmana, Shazi Cheema, dopo averlo scoperto in una posizione "sessualmente compromettente" con la loro sorella.
Il Rev. Haroon Bhatti,un pastore del villaggio ed amico della famiglia della vittima, ha detto che i fratelli della ragazza erano andati a casa di Litto Ghauri l'11 maggio con un ultimatum: Sposare la ragazza e convertirsi all'Islam. Ghauri aveva accettato di sposare la ragazza ma non di convertirsi all'Islam. Così i cognati lo hanno rapito sotto minaccia di arma da fuoco, lo hanno trascinato in una fattoria sperduta in campagna e qui lo hanno torturato ed assassinato.
La polizia sa ma si rifiuta di arrestare gli assassini e di parlare con la famiglia della vittima. Non è in corso alcuna indagine.
Fonte:www.icn-news.com
Madonna di Fatima a San Pietro ad Aram-Napoli
07/05/2009 - 14:10

Da sabato 2 maggio a sabato 9 maggio 2009,la statua in questione sarà presso la Basilica di San Pietro ad Aram, Corso Umberto I 292-Napoli
I sacerdoti spagnoli donano parte dello stipendio ai poveri
14/04/2009 - 10:57
Assieme ai vescovi doneranno il 10 per cento del loro stipendio alla Caritas
I sacerdoti spagnoli
vicini ai più bisognosi
Madrid, 11. La Chiesa in Spagna si mobilita per aiutare i poveri e gli emarginati che patiscono più acutamente gli effetti d'una crisi economica generalizzata.
Nel contesto della Settimana Santa, molti presuli spagnoli si stanno unendo all'iniziativa promossa dai vescovi di Ciudad, Rodrigo Atilano Rodríguez, e di Segovia, Angel Rubio, chiedendo ai sacerdoti di donare il 10 per cento del loro stipendio alla Caritas come gesto di solidarietà e di aiuto nei confronti di tante persone che si trovano in ristrettezze.
L'annuncio del vescovo di Segovia, il lunedì santo, è stato accolto con interesse dai presbiteri, che si sono detti disposti a sostenere l'iniziativa, secondo quanto testimoniano alcuni sacerdoti intervistati dal quotidiano "El Adelantado de Segovia".I sacerdoti hanno definito l'iniziativa "molto positiva" per la diocesi e alcuni di loro hanno osservato che questo tipo di gesti contribuisce ad "avvicinare il messaggio del Vangelo ai meno fortunati e ad attirare i lontani". Sono infatti forme di attività caritativa, antiche ma con slancio rinnovato, nelle quali si riesce spesso a costruire un felice legame tra evangelizzazione, promozione umana e opere di carità. Si tratta - è stato più volte ribadito - di un dinamismo proprio dell'essere Chiesa che nasce dalla medesima motivazione fondamentale e persegue il medesimo scopo: "Un vero umanesimo che riconosce nell'uomo l'immagine di Dio e vuole aiutarlo a realizzare una vita conforme a questa dignità. Un impegno corale dei cristiani per il rispetto dei diritti e dei bisogni di tutti, specialmente dei poveri, degli umiliati degli indifesi".
I presbiteri della diocesi di Segovia ritengono "molto adeguato" il fatto che le donazioni siano canalizzate attraverso la Caritas diocesana, visto che questa è l'istituzione che "conosce meglio la realtà sociale ed economica della provincia, e può gestire meglio i fondi".
L'iniziativa dei vescovi spagnoli ha avuto grande eco sui media nazionali, che hanno dedicato spazi significativi a commento della notizia. Alcuni editorialisti hanno invitato i politici a fare altrettanto. Ha anche suscitato interesse da parte dei media internazionali, al punto che emittenti televisive di alcuni Paesi europei hanno inviato a Segovia giornalisti per intervistare il vescovo.
Tra i presuli che si sono uniti alla proposta c'è l'arcivescovo di Pamplona e Tudela, Francisco Pérez, il quale, mercoledi scorso, ha invitato, nel contesto della Messa crismale che ha riunito nella cattedrale di Pamplona 168 sacerdoti, a "mettere qualcosa a disposizione dei poveri e dei bisognosi", proponendolo come "gesto di condivisione ecclesiale" di fronte alla delicata situazione economica.
"Le circostanze attuali - ha sottolineato il presule - ci spingono a una maggiore solidarietà con quanti sono nel bisogno in questi momenti di crisi materiale e morale. La Pasqua ormai prossima, di passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo sia per tutti un segno di luminosa speranza e sorgente di carità".
Anche il vescovo di Coria-Cáceres, Francisco Cerro Chaves, ha chiesto ai sacerdoti della diocesi, durante la Messa crismale, di donare alla Caritas un decimo delle loro entrate per "alleviare le difficili condizioni in cui milgiaia di persone sono costrette a vivere".
Nella sua omelia, il vescovo di Coria-Cáceres si è riferito alla necessità che i sacerdoti siano "uomini per gli altri e dediti a Cristo" e ha chiesto, a loro come alle comunità religiose, alle confraternite, alle associazioni secolari, ai movimenti e gruppi di ispirazione cattolica, di consegnare il 10% delle entrate alla Caritas.
"La Chiesa - ha sottolineato - è la famiglia di Dio nel mondo: in questa famiglia non deve esserci nessuno che soffra per mancanza del necessario".
(©L'Osservatore Romano - 12 aprile 2009)
Lefebvriani:si insiste sulla conversione degli Ebrei
13/04/2009 - 14:27
I tradizionalisti non accettano il testo riformulato da Benedetto XVI
"Continueremo a chiedere a Dio che questo popolo trovi la salvezza"
Lefebvriani rifiutano nuova preghiera
insistono sulla conversione degli ebrei
"Ogni uomo ha il diritto di formulare le proprie preghiere come glielo suggerisce la sua fede personale", scrive in un comunicato il superiore dei lefebvriani tedeschi, Franz Schmidberger. "Non vogliamo che venga tolta alla Chiesa la possibilità di pregare perché questo popolo (gli ebrei, ndr.) trovi quella salvezza che il Messia ci ha donato".
La preghiera sugli ebrei del Venerdì santo è tornata in uso con il messale preconciliare liberalizzato da Benedetto XVI (la cosiddetta messa in latino) e da allora è legittimamente utilizzato nei circoli tradizionalisti. Già Giovanni XXIII, nel 1959, aveva 'ammorbidito' la preghiera - il cosiddetto 'oremus' - eliminando il riferimento alla "perfidia" giudaica. Ma nella preghiera erano rimasti riferimenti all'"accecamento" e alle "tenebre" del popolo ebraico, eliminati da Ratzinger. La nuova formula di preghiera per gli ebrei, introdotta lo scorso 6 febbraio, invoca Dio affinché "illumini" i cuori degli ebrei "perché riconoscano Gesù Cristo salvatore di tutti gli uomini" e - evitando il concetto di conversione - perché "tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità".
La decisione del Papa, che voleva andare incontro alla sensibilità ebraica, ha invece rinfocolato le polemiche tra Vaticano ed ebrei, risentiti comunque per la preghiera del Venerdì santo. I problemi sono poi esplosi a causa delle dichiarazioni negazioniste del vescovo lefebrviano Richard Williamson, uno dei quattro presuli tradizionalisti al quale il Benedetto XVI ha revocato la scomunica. Solo ripetuti interventi del Vaticano e del Papa hanno riportato il sereno nelle ultime settimane.
La Fraternità lefebvriana, puntualizza adesso il superiore tedesco, "vuole condurre un vero dialogo, improntato al rispetto e alla comprensione per l'altro, senza per questo rinunciare alle proprie posizioni teologiche. Deve essere chiaro, soprattutto, che è impossibile ogni evangelizzazione coatta". Niente 'religiosamente corretto', insomma. I lefebvriani tedeschi rifiutano l'accusa di antisemitismo, citando, tra l'altro, la lettera di San Paolo ai romani (2,9): "Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il giudeo prima e poi per il greco. Gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il giudeo prima e poi per il greco, perché presso Dio non c'è parzialità". La preghiera per la conversione degli ebrei, spiegano, appartiene alla "antichissima tradizione" della chiesa cattolica.
(10 aprile 2009)
Fonte:www.repubblica.it
Salve le spoglie di Celestino V
13/04/2009 - 12:53
TERREMOTO: TECA BLINDATA HA SALVATO SPOGLIE CELESTINO V
(AGI) - Campobasso, 13 apr. - Le spoglie di Celestino V salve grazie alla speciale teca blindata realizzata 21 anni fa dalla ex Societa' italiana vetro (oggi Pilkington) di S. Salvo (Ch).
La reliquia del "Papa del gran rifiuto" si salvo' miracolosamente da terremoto del 1703, a seguito del crollo del soffitto dell'edificio costruito nel 1287. Una settimana fa, invece, i resti del Papa sono stati sepolti dalle pietre cadute dalla cupola, ma sono rimasti intatti perche' protetti dallo speciale 'sarcofago' nel quale si trova il transetto, costruito dal laboratorio prototipi della ex Siv. Venerdi' scorso la teca e' stata estratta dalla macerie per essere depositata nel Torrione della basilica. In attesa della ricostruzione della chiesa, il Molise si e' fatto avanti per ospitare le spoglie del Papa. "Per il Molise - ha detto il Presidente della Regione, Michele Iorio, - che ha dato i natali a questo grande Santo e illustre Pontefice, sarebbe un grosso privilegio poter ospitare i suoi resti mortali per il periodo necessario a ristrutturare la basilica aquilana". Iorio ha anche dato la disponibilita' ad 'adottare' la basilica di Collemaggio concorrendo direttamente ai restauri.
Fonte:http://www.agi.it
Ripariamo la casa-Terremoto Abruzzo
12/04/2009 - 15:42
Anche la famiglia francescana piange i suoi morti nella tragedia che sconvolge la terra abruzzese. La comunità delle Clarisse di Paganica ha perso due sorelle tra cui la abbadessa, Madre Gemma. Ancora scarse le notizie che ci giungono dai membri delle Fraternità Ofs dell'aquilano che ad ogni modo sembrano tutti illesi. Gravemente danneggiati gli edifici di culto ed alcuni conventi del Primo Ordine.
Il coordinamento attivato dal Consiglio nazionale dell'OFS d'Italia ha preso i primi contatti con la Protezione Civile offrendo disponibilità per aiuti di ogni genere alle vittime del terremoto. Sono state richieste le varie competenze da rendere disponibili per gli aiuti. Chiediamo a tutti i francescani secolari disponibili, di contattare al più presto la coordinatrice nominata dall'Ofs (Angiola Maria Lettieri) allindirizzo mail: angiola.lettieri@alice.it e comunicare la propria area di competenza tecnica.
Si sta inoltre valutando insieme al Vescovo de L'Aquila, l'opportunità di offrire la nostra disponibilità per l'animazione delle S. Messe del giorno di Pasqua. Siamo in attesa di conoscere le possibilità anche per questo importante servizio rivolto alle anime di molti disperati.
Fonte:www.ofs.it
Festival Biblico 2009 a Vicenza
08/04/2009 - 11:59
Il Festival Biblico di Vicenza si avvia al suo prossimo appuntamento confortato dalla risposta di pubblico e di stampa e deciso ancor più a rinnovare la scommessa sulle Scritture quale libro di fede e di vita, codice culturale, proposta ricca di umanità per ciascuno e per tutti.
Dal 29 maggio al 2 giugno 2009 a Vicenza città e dintorni avrà luogo la quinta edizione, dal titolo I volti delle Scritture, con la fortunata formula di coinvolgimento globale nell’esperienza di accostamento alla Bibbia: percorsi di riflessione e contemplazione, godimento estetico e ascolto musicale, spiritualità profonda e divertimento festoso. Vogliamo infatti confermare la tipicità di una proposta che non pensiamo affatto leggera; capace piuttosto di far uscire il grande Libro - così diffuso e così poco letto - dagli angusti spazi in cui troppe volte lo si confina.
Interrogarsi sui volti delle Scritture significa anzitutto cogliere quanto sia sfaccettata la parola di Dio, per la ricchezza di significati e di modalità con la quale ci comunica il Volto di Colui che vuole stringere alleanza con noi. Non avremo mai finito di misurarne l’altezza, la larghezza, la profondità; similmente, del resto, alle parole umane, i cui molteplici volti segnano la comunicazione reciproca e la rendono insieme ricca e complessa, splendida e faticosa. Il Festival vuole essere, da questo punto di vista, occasione preziosa per dischiudere le possibilità insite nelle Scritture; attraverso interventi di esperti, ma anche contributi accessibili e popolari, sarà bello accostarsi alla Bibbia come ad una pietra preziosa, scorgere le differenti facce che ne riflettono la luminosità, gustare e assaporare i significati che vi si sprigionano. In questo, il Festival può giocare una delle sue carte vincenti, dal momento che fin dall’inizio non si è limitato a proporre conferenze erudite; ha articolato linguaggi diversi, non disdegnando di scendere tra le vie, le corti e le piazze, con musiche e danze, mimi e burattini, dipinti e murales, degustazioni ed assaggi. Anche così ci si accosta alla molteplicità di volti delle Scritture, che se per noi sono anzitutto Libro scritto, in realtà originariamente erano voci e suoni, grida e canti, invocazioni e suppliche, preghiere e poesie.
I volti delle Scritture rimandano anche alla schiera di personaggi che popolano quel libro, i cui racconti costituiscono la trama di una storia letta alla luce della fede e per questo percepita come storia di salvezza. Dio, rivelandosi al popolo, dice di sé che è un Dio di volti: il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. Volti di uomini, ma anche di donne; accanto ai patriarchi, le matriarche: Sara, Rebecca, Rachele; insieme a giudici, re e profeti, donne forti e fedeli: Miriam, Giuditta, Anna, Ester, Rut… I tanti volti preludono al Volto, che li racchiude tutti e tutti li supera, poiché è il volto stesso di Dio in mezzo a noi: Gesù di Nazaret. Tutte le Scritture sono un unico libro - si dice nel Medioevo - e questo unico libro è Gesù Cristo.
Siamo nell’anno paolino, il bimillenario della nascita di Saulo di Tarso, annunciatore del Vangelo alle genti e grande interprete del messaggio di Cristo. Il Festival Biblico non potrà non soffermarsi sul suo volto di credente e di testimone, cogliendone l’attualità e confrontandosi con le provocazioni culturali che le sue lettere offrono. Il fascino di Paolo - riverbero del fascino di Gesù Cristo - non cessa di parlare duemila anni dopo.
Le Scritture sono peraltro grande scuola di confronto con il volto dell’altro, quel prossimo la cui accoglienza - che non esclude lo straniero - si lega indissolubilmente all’amore di Dio; ne nasce l’invito all’incontro tra persone e tra popoli, al di là di pregiudizi, paure o discriminazioni.
I cinque giorni del Festival vedranno animarsi ancora una volta la città di Vicenza e gli altri luoghi coinvolti; non solo grazie alle molteplici proposte, ma anche con la voglia di partecipazione attraverso la quale la gente - fin dalle scorse edizioni - ha mostrato di saper costruire i propri percorsi con intelligenza e spirito d’iniziativa, curiosità e voglia di sperimentare, maturità e ricerca interiore. Siamo infatti convinti che l’esperienza del Festival, pur immediatamente percepita come qualcosa di effimero, si sedimenta nelle persone e le invita ad una relazione più profonda con le Scritture; che poi è il motivo primo per lanciarci nell’avventura di questo quinto Festival Biblico di Vicenza.
http://www.festivalbiblico.it/
Macedonia rende omaggio a Madre Teresa
02/04/2009 - 14:26
LA MACEDONIA RENDE OMAGGIO ALLA BEATA DI CALCUTTA
A Skopje la casa natale diventa museo
di Lorenzo Fazzini
« Un segno, un ricordo che tutti siamo creati per amare ed essere amati, come ella stessa amava ripetere » . Una Casa- Museo per lei, la Madre dei poveri, nata nel cuore dei Balcani e trapiantata in Asia, mentre il suo messaggio oggi ha varcato ( quasi) ogni confine del mondo. Nei giorni scorsi a Skopje, capitale della Macedonia, sua città natale ( sebbene fosse di origine albanese), è stato inaugurato un museo dedicato a Madre Teresa di Calcutta, « la persona più importante che il nostro Paese abbia mai dato al mondo moderno » , come l’ha definita per l’occasione il ministro degli Esteri macedone, Antonio Milososki. Una costruzione dalla slanciata forma architettonica, il museo appena aperto, con una sorta di torre a vetrata che sormonta un basamento in granito, ricca di colori e con una singolare compenetrazione tra elementi europei e assaggi di gusto indiano. E una grande croce di ferro e vetro sulla facciata, memento di quel grido di Cristo sul patibolo del Golgota – « Ho sete » – che campeggia in tutte e le 719 case dell’ordine religioso ( ha anche un settore maschile e un ramo contemplativo) istituito dalla santa albanese- macedone nell’ottobre 1950. Oggi le Missionarie della Carità sono oltre 4.500, operano in oltre 130 Paesi del mondo, soprattutto nelle grandi metropoli, dalla New York dei grattacieli e delle disuguaglianze alla Baghdad martoriata dalla violenza della guerra e del terrorismo. A Skopje, città della fondatrice, cinque discepole di Teresa assistono i più poveri in una casa di periferia. Un primo passo, quello del museo, verso le celebrazioni che si terranno il prossimo agosto quando – precisamente il giorno 26 – si ricorderà un secolo dalla nascita di Agnes Gonxha Bojaxhiu, conosciuta in tutto il mondo per il suo sari bianco e l’infaticabile carità che portò agli onori del premio Nobel per la pace nel 1979. « Questo museo diventerà un tempio di spiritualità, di umanità e carità. Un simbolo di destino, speranza e amore, un memoriale che testimonia lo spirito della sua nobile personalità e del messaggio che lei ancor adesso manda al mondo » . Così il primo ministro della Macedonia, Nikola Gruevski, ha definito il Museo, nato grazie all’impegno dell’associazione Madre Teresa di Skopje, presieduta da Stojan Trencevski. Tale ente, contemporaneamente all’inaugurazione dell’esposizione permanente ( i promotori si augurano diventi pure un luogo turistico di richiamo internazionale), ha pubblicato un libro e un dvd dedicati alla missionaria della carità. Una produzione bilingue, in lingua locale e in inglese, contenente la biografia della beata di Calcutta, l’albero genealogico della famiglia Bojaxhin e un’analisi dei legami tra la suora degli ultimi e la sua città natale. L’inaugurazione del Museo – che contiene oggi personali di Madre Teresa e numerose sue fotografie – è stata una festa della convivenza tra religioni diverse: vi hanno partecipato il vescovo cattolico della capitale, monsignor Kiro Stajanov, il capo della comunità ortodossa in Macedonia, l’arcivescovo Stephan, i rappresentanti islamici e quelli delle varie etnie presenti nel Paese: turchi, bosniaci, rom, serbi, albanesi. Suor Nirmala Joshi, la superiora attuale delle Missionarie della Carità, ha donato al Museo un velo appartenente alla fondatrice: « Cari fratelli di Macedonia, vorrei ringraziarvi per aver dato Madre Teresa a noi e a tutto il mondo. Lei è stata un dono di Dio » , ha scritto nel messaggio inviato per l’evento.
stata il vero amore di Dio, la sua persona e misericordia sono arrivati non solo alla gente di Calcutta e dell’India, ma a tutti i più poveri tra i poveri » , ha ricordato suor Nirmala, prima erede della beata. « Sono lieta che il Museo – ha aggiunto – sia costruito laddove sorgeva la chiesa del Sacro Cuore di Gesù » .
Un particolare non da poco,è questo: già, perché il Museo è stato eretto esattamente dove svettava la chiesa in cui la giovane Agnese sentì per la prima volta la chiamata di Dio a dedicarsi alla vita religiosa.
Entrata nell’ordine delle Suore di Loreto, Agnes venne inviata come insegnante in India: lì, nel 1949, in un viaggio in treno, sentì una nuova vocazione, quella di dedicarsi ad ascoltare il grido di Cristo nei più dimenticati e bisognosi tra i poveri. Ebbene: quella chiesa, in stile gotico, situata nel centro di Skopje, venne distrutta durante un terremoto nel 1963 e le autorità comuniste della Jugoslavia del tempo si guardarono bene – rigidi nella loro visione atea e anticristiana – di non ricostruirla. Ora sulle sue ceneri è sorto un Museo per la Madre della carità di Dio all’uomo.
Fonte : Avvenire
Islam:un Vescovo si dimette
02/04/2009 - 14:21

ISLAMIZZAZIONE D'EUROPA. Il vescovo scomodo toglie il disturbo e si dimette
30 marzo 2009 Rochester
Ufficialmente, stando a quanto dichiarato da un suo portavoce, Nazir-Ali, vescovo anglicano di Rochester da quasi 15 anni, si dimette, entro la fine dell'anno, per dedicarsi alla chiesa perseguitata. "Spera di lavorare insieme con alcuni leader cristiani in aree dove la chiesa è sotto pressione, in particolare là dove è una minoranza. Gli è stato chiesto di aiutarli nella formazione".
La verità delle sue dimissioni (sarebbe potuto rimanere alla guida della diocesi per un'altra decina d'anni) sta probabilmente nell'atmosfera d'intimidazioni e minacce dal mondo musulmano per la sua posizione contro lo sviluppo dell'Islam in Gran Bretagna. E' lui il prelato anglicano che l'anno scorso aveva denunciato l'esistenza nel Regno Unito di "zone vietate" ai non-musulmani ed è sempre lui il vescovo che aveva criticato le affermazioni del suo capo, l'arcivescovo di Canterbury, quando aveva dichiarato che l'introduzione delle leggi coraniche in Gran Bretagna era inevitabile. Come risultato, dr. Nazir-Ali, il vescovo senza peli sulla lingua sul reale pericolo del radicamento dell'Islam nella cultura occidentale, aveva ricevuto minacce che "non sarebbe vissuto a lungo" se avesse continuato a criticare l'Islam.
Non è escluso che il vescovo nel mirino dell'intolleranza abbia deciso di togliere il disturbo e dimettersi. Una vittoria della Islamizzazione d'Europa?
Fonte:www.icn-news.com
Cardinale Castrillon:Olocausto problema storico e non morale
21/03/2009 - 16:52
SHOAH: CARD. CASTRILLON, OLOCAUSTO E' PROBLEMA STORICO NON MORALE
PER QUESTO NON C'ERA BISOGNO RITRATTAZIONE
Fonte:www.adnkronos.com
Vaticano:Castrillon,non ho agito da solo
21/03/2009 - 16:44
VATICANO: CARD. CASTRILLON, FALSO CHE HO DIALOGATO DA SOLO CON LEFEBVRIANI
ANCHE RATZINGER HA SEGUITO L'ITER DEL PROCEDIMENTO
Fonte:www.adnkronos.it

I sacerdoti hanno definito l'iniziativa "molto positiva" per la diocesi e alcuni di loro hanno osservato che questo tipo di gesti contribuisce ad "avvicinare il messaggio del Vangelo ai meno fortunati e ad attirare i lontani". Sono infatti forme di attività caritativa, antiche ma con slancio rinnovato, nelle quali si riesce spesso a costruire un felice legame tra evangelizzazione, promozione umana e opere di carità. Si tratta - è stato più volte ribadito - di un dinamismo proprio dell'essere Chiesa che nasce dalla medesima motivazione fondamentale e persegue il medesimo scopo: "Un vero umanesimo che riconosce nell'uomo l'immagine di Dio e vuole aiutarlo a realizzare una vita conforme a questa dignità. Un impegno corale dei cristiani per il rispetto dei diritti e dei bisogni di tutti, specialmente dei poveri, degli umiliati degli indifesi". 



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