18 settembre- San Giuseppe da Copertino
18/09/2009 - 12:04
18 SETTEMBRE
SAN GIUSEPPE DA COPERTINO
La santità non è nei fenomeni mistici.
"Vi è un'opinione troppo diffusa e accettata, forse a causa dei trattati di mistica moderni e del modo di scrivere la vita dei santi. Ci si è abituati a vedere la santità in manifestazioni straordinarie, che talvolta la caratterizzano o nei modi dei quali Dio si vale per prepararla, accrescerla, manifestarla, quando gli piace, modi che non sono la santità, né la sua essenziale manifestazione.
Anche quando la causa di tali manifestazioni è divina, non bisogna darci soverchia importanza, dato che non potrebbero rivelare la profondità e il valore reale dell'azione divina, che, generalmente, tanto più è intensa quanto meno si tradisce all'esterno.
Quando si leggono le vite dei Padri e dei grandi contemplativi dell'antichità, si resta colpiti dal silenzio quasi completo, che essi mantengono circa gli effetti esteriori della contemplazione soprannaturale... Per essi l'unione con Dio, la vera santità consiste nella pratica eroica delle virtù teologali e cardinali...
I Santi sono uomini come gli altri, che hanno però preso sul serio le condizioni della loro creazione e il fine che Dio si è proposto nel crearli" (M.me Cecile Bruyère, La vie spirituelle et l'oraison, Mame, 1950, p. 42, 338).
Scopo dei privilegi.
Tuttavia accade che Dio conceda, a qualcuno dei suoi servi, privilegi che non sono per necessità segno della santità, ma piuttosto ricompensa e che soprattutto sono utili nella Chiesa per la salvezza, la conversione, la santificazione delle anime, che con stupore li notano. Dio li concede quando crede e, quando crede, anche li toglie e il segno della sua azione divina sta piuttosto nell'umiltà, che sempre sa conservare colui che è oggetto della divina liberalità.
Privilegi di san Giuseppe.
Due privilegi sono stati concessi a san Giuseppe da Copertino e lo hanno reso celebre, ma gli hanno procurato ancor più sofferenze e umiliazioni: il dono di essere alzato da terra come per un'esplosione di amore di Dio, e quello di leggere nelle anime, come se fossero libri aperti davanti ai suoi occhi. Il povero e ignorante religioso aveva penato per farsi ammettere nell'Ordine dei Frati Minori, perché sembrava buono a nulla ed era stato ordinato sacerdote solo perché il vescovo, che aveva fiducia in lui, non lo aveva sottoposto ad esame. Ma Dio voleva manifestare in questo ignorante, il quale aveva tanto mortificato la sua carne e subito tante umiliazioni e obbrobri, i privilegi che le nostre anime e i nostri corpi avranno dopo la risurrezione. I corpi risuscitati possono spostarsi da un luogo all'altro con grande rapidità, elevarsi verso Dio, senza peso o ostacoli e le anime potranno leggere nelle altre anime ciò che la grazia del Signore vi avrà deposto, dal giorno del battesimo fino alla glorificazione.
VITA. - Giuseppe nacque il 17 giugno 1603 a Copertino, nel regno di Napoli. Era di famiglia tanto povera che la madre lo mise al mondo in una stalla, ma gli diede una educazione piissima e severa. Già nell'infanzia la sua preghiera era così fervorosa e costante che parve non capire altro e non occuparsi d'altro che di Dio. Entrò a 17 anni nell'Ordine dei Minori Conventuali, ma fu necessario dimetterlo, perché, se erano notati i suoi rapimenti come le sue virtù, non erano meno notate le sue incapacità a qualsiasi lavoro e inoltre era sempre fuori della regola. Però i Conventuali ci ripensarono ed egli entrò nel noviziato e fu anche ordinato sacerdote, nonostante l'ignoranza della scolastica. I superiori lo designarono alla predicazione e tosto il suo linguaggio, semplice e infiammato, convertì molti peccatori. Le sue estasi, la sua vita tra cielo e terra, il dono di leggere nelle anime, gli valsero grande celebrità e molte persecuzioni e fu denunciato alla Inquisizione. L'Inquisizione riconobbe la sua virtù, ma ordinò che, per prudenza, fosse tenuto fisso in un convento dell'Ordine. Felice di tale decisione, passò gli ultimi anni della sua vita nella preghiera e nel silenzio. Morì a Osimo, presso Loreto, nel 1663; fu beatificato nel 1753 da Benedetto XIV e canonizzato da Clemente XIII nel 1767.
Preghiera.
Lodiamo Dio per i doni prodigiosi che ti ha fatto, o Giuseppe, ma le tue virtù sono doni più grandi. Senza di queste, quelli sarebbero stati sospetti per la Chiesa tanto più circospetta perché da tanto tempo il mondo applaudiva e ammirava. Obbedienza, pazienza, carità, crescendo in mezzo alle prove, posero in te il segno dell'autenticità divina incontestabile ai fatti straordinari, che il nemico può scimmiescamente contraffare. Satana può portare Simone in alto, ma non sa fare umile un uomo. Degno figlio del serafico d'Assisi, fa' che noi possiamo, sulle tue orme volare non nell'aria, ma nelle regioni della luce vera, lontani dalla terra e dalle passioni, la nostra vita possa essere, come la tua, nascosta in Dio (Colletta e Antifona propria della festa; Col 3,3).
da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1092-1093
Ars,città di San Giovanni Maria Vianney
16/09/2009 - 17:54
Il santuario sotto il cielo di san Giovanni Maria Vianney
Nel piccolo villaggio
di un grande santo
da Ars
Marco Roncalli
Sta per calare il tramonto nella cittadella del sacerdozio. E non si vede troppa gente in giro. Preti a parte, che ad Ars sembrano non mancare mai. Alcuni sono soli e capita di vederli in clergyman, fermi nelle loro auto sotto i platani, mentre recitano il breviario. Altri indugiano a gruppetti fuori dal Foyer Sacerdotale Jean-Paul ii, lo spazio d'accoglienza gestito dalla società Saint Jean-Marie Vianney che li fa sentire a casa propria. Qualcuno è lì nel centro del paese, scatta l'ultima foto o esce dalla libreria religiosa, quasi davanti alla basilica costruita a ridosso della vecchia chiesa. Senti sempre ripetere che non ci sono vocazioni e a vedere tanti sacerdoti insieme, anche giovani, ti si rinfranca il cuore.
Non importa se sono volti anonimi di cui tutt'al più intuisci la provenienza, complici il dialetto veneto o la cadenza milanese, la lingua francese o polacca, i lineamenti orientali, dell'America Latina, dell'Africa. Sono gli stessi volti fugacemente incrociati lungo il giorno. Quando hai visto i loro occhi curiosi nella disadorna Maison du Saint Curé o il loro abbandono orante nella Cappella del Cuore edificata nel 1930, luogo di profondo raccoglimento. O quando li hai guardati in ginocchio sulla balaustra davanti all'urna con le spoglie dell'abbé nella sua chiesa parrocchiale e ti sei chiesto per chi stessero pregando. Un bagno spirituale la loro sosta nel piccolo borgo del grande santo, l'incontro con colui che è stato proclamato da Pio xi patrono universale dei parroci. Adesso torneranno a casa, o, meglio, nelle loro parrocchie.
Già, la parrocchia. Non aveva ragione don Primo Mazzolari a continuare a indicarla come la cellula indispensabile della Chiesa, il luogo privilegiato dell'annuncio cristiano, anche di fronte alle crisi di certi modelli bisognosi di rinnovamento, vuoi per il mutare dei tempi e dell'ecclesiologia? Me lo chiedo mentre penso che forse Bozzolo non è così lontana da Ars. E me lo chiedo ben convinto, con lo storico Philippe Boutry, di un fatto: è attraverso le parrocchie che nella Francia dell'Ottocento passa il riassetto dei quadri della vita religiosa dopo l'uragano della Rivoluzione; lì si esprime la maggior parte della vita spirituale, che si nutre dei sacramenti - a cominciare dalla confessione e dalla comunione - spesso posti ai fedeli dai parroci con tale forza che pietà popolare e culto cattolico finiscono per sovrapporsi.
Ecco perché, nonostante l'attenzione degli storici sia spesso concentrata sul volto più istituzionale della Chiesa - con i suoi vescovi, i fondatori di ordini e di opere, i suoi teologi - anche semplici preti di campagna, ma vicini ai loro piccoli greggi, hanno poi trovato interesse. Ne è un esempio proprio Jean-Marie-Baptiste Vianney: alla guida per quarantuno anni di una piccola parrocchia rurale, l'ha santificata nella prospettiva di una conversione totalizzante, con un impegno tale da sacralizzare persino lo spazio del suo agire, trasformandolo in un santuario a cielo aperto, fuori dal tempo: che è stato il suo, ma che è anche il nostro.
Arrivando ad Ars, alla vigilia e dopo la morte di Vianney, ma anche oggi, il pellegrino s'emozionava un po' mettendo i piedi su questo fazzoletto di terra benedetta dalla presenza di un santo vivo: nella carne come nel ricordo. A sfuggirgli, piuttosto, dietro il volto del borgo, proprio le sequenze storiche che avevano avuto protagonista l'eccezionale pastore, capace di trasformare "la Siberia della diocesi di Lione" - dove era stato mandato perché era ritenuto un parroco poco affidabile - in una sorta di "Eldorado cristiano", per riprendere le parole di un pellegrino dell'Ottocento. Nulla, a ben guardare, predisponeva questo villaggio dell'Ain a tale avventura, portata a compimento in più momenti, fra il 1818 e il 1830, poi dopo la morte del curato d'Ars nel 1859, centocinquant'anni fa, un'avventura per certi versi ancora aperta.
Lontano geograficamente dal polo economico-sociale di Lione, il piccolo paese - nemmeno trecento abitanti per lo più contadini, piccoli proprietari e giornalieri chini su terre a lungo già beni ecclesiastici - costituì la realizzazione dei sogni degli abbés della Restaurazione. Eppure, per dar forza al sogno, Vianney capì che doveva trovare accanto a sé non solo lo sparuto mannello di anime affidatogli, ma anche quanti, allora, reggevano le sorti di istituzioni come il Comune, il consiglio municipale, i piccoli consigli delle realtà lavorative, pronti ad aderire alle sue mete, colpiti dalla sua credibilità persino nel condannare, senza farne una leggenda nera, il cabaret o il ballo, rare occasioni di socializzazione laica ma imperniate su feste depotenziate del loro significato religioso.
Ecco dunque l'innescarsi di un progetto totalizzante per la comunità che aveva visto svanire dietro di sé l'irruzione della pietà barocca e viveva le conseguenze dell'ondata rivoluzionaria ormai dimentica del sentire cattolico. Tutto inizia il 13 febbraio 1818 quando il giovane Jean-Marie-Baptiste arriva qui dove si apre la zona dei mille stagni, le Dombes modificate da generazioni di monaci, costellate di piccionaie, lavatoi, fattorie, chiese romaniche. Si narra che al giovane pastore cui aveva chiesto la strada per il villaggio Vianney avesse detto, con il suo grazie, la frase "e io ti mostrerò il cammino del cielo". Oggi una statua che i dépliant chiamano pomposamente "il monumento dell'incontro", ricorda quella prima lontana tappa, oggetto proprio in questi giorni di un approfondimento qui ad Ars da parte dei seminaristi del San Carlo di Lugano guidati dal teologo monsignor Ettore Malnati e dal vescovo di Belley-Ars, Guy Bagnard.
Un ingresso quello del curato - ça va sans dire - senza alcun festeggiamento. In ogni caso, varcato il limes dove tra i frutteti si trovavano sparse sì e no una quarantina di casupole di argilla e, dove, a mezza costa, si vedeva un edificio sormontato da travi che dovevano sostenere una campana - la sua chiesa - ecco Vianney inginocchiarsi e baciare la sua nuova terra. Cerchi di immaginarti la consapevolezza di un gesto devoto, ma pure i pensieri del prete contadino: quelli di un uomo di trentadue anni, piccolo, magro, al quale i superiori avevano detto: "Non c'è molto amor di Dio in quella parrocchia; voi ce ne metterete".
E provi a fantasticare sul suo primo ingresso nella canonica - ora trasformata in un piccolo museo - affacciata su un cortile dove è fermo, chissà da quanto, un antico carretto. Un piano terra con cucina e sala da pranzo e un piano superiore con tre stanze, le pareti di pietra, gli utensili, i libri, le tazze, una tonaca rattoppata; tutto lasciato lì come se il tempo si fosse fermato, come se l'acqua del Formans, il ruscello che tranquillo attraversa il paese, fosse sempre la stessa.
Più facile, liberandoci d'ogni immaginazione, dar conto di tutto quanto accadde dopo, magari attingendo alla valanga di libri dedicati al curato d'Ars, che, a partire dai "grandi vecchi" come l'abbé Alfred Monnin, suo commensale, o monsignor François Trochu, arriva ai nostri giorni. Senza dimenticare pagine nate dalla penna di autori celebri. Da Henri Ghéon a Jean de La Varende, da Michel de Saint-Pierre a Georges Bernanos, da Ernest Hello al poeta Jean Follain. Sino a Cristina Campo che in una lettera definì Vianney "una terribile aquila che ti rapisce nel suo forte becco ad altezze spaventose e poi, come l'uccello Roc che trasportava Sindbad, ti lascia cadere con la massima indifferenza; e peggio per te se non sai volare", aggiungendo "non mi stupisce che Simone [Weil] lo amasse tanto".
Nei fatti, Jean-Marie-Baptiste stilò quel che oggi si definirebbe il suo programma pastorale in più modi. Meditando ai piedi del tabernacolo, entrando nelle famiglie e condividendone i problemi, scuotendo l'indolenza con la predicazione: "Sarebbe da augurarsi che tutti i parroci di campagna predicassero bene come lui", disse Lacordaire dopo aver ascoltato una sua omelia il 4 maggio 1845. E, ancora, facendosi prigioniero del suo confessionale nella vecchia sagrestia, offrendo con la sua persona la testimonianza di una vita povera, indicando nella comunione frequente il necessario alimento spirituale, rompendo così col dominante rigorismo di tendenza giansenista e gallicana che aveva fatto del sacramento il premio di una vita cristiana irreprensibile. Nonché intensificando i momenti pubblici - messe quotidiane, catechismo, vespri, preghiere della sera, letture devote, rosario, processioni, pellegrinaggi, rogazioni - della sua restaurazione spirituale per Ars, che andò a braccetto con quella materiale; diceva che "niente è troppo bello per Dio", e da qui vennero gli abbellimenti della chiesa, il campanile, il coro, le cappelle Jean-Baptiste nel 1823, Ecce Homo nel 1833, Sainte Philomène nel 1837.
Certo, c'è poi Vianney apostolo della carità, il fondatore della Provvidenza, la casa prima scuola gratuita, poi orfanotrofio a pochi passi dalla canonica, dove oggi le suore di San Giuseppe - venute ad Ars nel 1848 - invitano il visitatore a scoprire la cosiddetta madia miracolosa dalla quale il parroco prendeva il pane anche quando non sembrava esserci. E c'è il taumaturgo che già attorno alla metà del secolo attirava malati nel corpo e nello spirito, genitori angosciati dalla mortalità infantile - anche quelli di Marie-Joseph Lagrange, il fondatore dell'École biblique di Gerusalemme assai legato a Vianney - e poi folle sempre più grandi, sino alla morte, ed oltre.
Con numeri significativi che registrano dalle ottantamila presenze annue già nell'Ottocento al quasi mezzo milione di oggi: specie in questo periodo giubilare in cui "ci si rallegra del dono che è la vita di un santo" per usare le parole di monsignor Bagnard. La vita di un santo prete vissuto fra Rivoluzione e Restaurazione, nel quale - ribadiva tempo fa il cardinale André Vingt-Trois - "ciò che è esemplare non è il luogo e il tempo in cui gli è toccato di vivere, ma l'amore pastorale per il suo popolo, la catechesi di tutti i giorni attraverso la predicazione e il catechismo per i piccoli e per i grandi, la misericordia offerta e elargita attraverso il sacramento della penitenza e la conversione della sua vita". Un santo, ancora, la cui celebrazione se l'ha esposto al rischio di risvegliare piccole frange di neoconformismo clericale di ritorno pronte a farlo ostaggio o involontario testimonial di nostalgie passatiste, ha in realtà offerto ai più l'occasione di scoperta straordinaria, e dentro di questa, la sorpresa di un'impensabile prossimità.
Tra i più, tanti giovani. Seminaristi che hanno scoperto nel profilo di questo prete il significato delle attese di Benedetto XVI circa l'anno sacerdotale, ma anche la devozione per lui di Karol Wojtyla - pellegrino ad Ars già nel 1947, poco dopo l'ordinazione sacerdotale - o del futuro Giovanni XXIII, giunto nella parrocchia del santo curato già nel 1905 e che da Pontefice firmò l'enciclica Sacerdotii nostri primordia a lui dedicata. E poi laici, come quelli che il 18 settembre parteciperanno al pellegrinaggio intitolato a san Francesco Régis. Infine, sacerdoti: i molti incontrati nello scorcio di questa estate che sta finendo e i tanti attesi ad Ars per il ritiro sacerdotale internazionale che dal 27 settembre al 3 ottobre sarà predicato dal cardinale Christoph Schönborn su un tema centrale in questo anno voluto da Benedetto XVI: "La gioia di essere sacerdote: consacrato per la salvezza del mondo".
(©L'Osservatore Romano - 14-15 settembre 2009)
Nuovi beati
10/09/2009 - 12:05
RITI DI BEATIFICAZIONE APPROVATI DAL SANTO PADRE
L’Ufficio della Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice comunica che nel prossimo periodo avranno luogo i seguenti riti di Beatificazione:
- Eustachio (Joseph) Kugler, religioso dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio ("Fate Bene Fratelli"):
Domenica 4 ottobre 2009, XXVII "per annum", alle ore 14, nella Cattedrale di Regensburg (Repubblica Federale di Germania);
- Ciriaco Maria Sancha y Hervás, Vescovo e Cardinale, Fondatore dell’Istituto delle Religiose di Carità del Cardinale Sancha:
Domenica 18 ottobre 2009, XXIX "per annum", alle ore 10, nella Cattedrale di Toledo (Spagna);
- Carlo Gnocchi, sacerdote, fondatore dell’Opera Pro Iuventute:
Domenica 25 ottobre 2009, I dopo la Dedicazione (del Rito Ambrosiano), alle ore 10, nella Piazza del Duomo di Milano (Italia);
- Zoltán Lajos Meszlényi, Vescovo e martire:
sabato 31 ottobre 2009, alle ore 10.30, nella Cattedrale di Esztergom (Ungheria);
- Maria Alfonsina Danil Ghattas (Maria Soultaneh), Confondatrice della Congregazione delle Suore Domenicane del Santissimo Rosario di Gerusalemme:
Domenica 22 novembre 2009, solennità di nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, alle ore 10.30, nella Basilica dell’Annunciazione di Nazareth (Israele).
fonte: Sala Stampa della Santa Sede
San Giovanni Leonardi a Napoli ,Chiesa di Santa Brigida
10/09/2009 - 10:50
SAN GIOVANNI LEONARDI
NAPOLI
CHIESA DI SANTA BRIGIDA

I GIORNI DEL GIUBILEO
IN SANTA BRIGIDA
8 - 14 Settembre - Con Maria ai piedi della Croce
Settenario di preghiera - Via Matris
Domenica 13 Settembre
Ore 18.00 - Un Santo in mezzo a noi
Chiesa di San Giorgio Maggiore
Accoglienza delle Reliquie del Santo
Processione
Ore 18, 30 - Gioia e salvezza
Cattedrale di Napoli
Solenne Concelebrazione Eucaristica
Presieduta da S. E. il Card. CRESCENZIO SEPE
GIUBILEO DEI FARMACISTI
Martedì 15 Settembre
Festa B. Vergine Maria Addolorata
Eucaristia: 07,30 - 09,00 - 10,00 - 11,00 - 12,00 - 18,30
Domenica 20 Settembre
Ore 17,30 - Un Santo nel cuore della Città
Chiesa di S. Ferdinando
Processione con l'Urna di S. Giovanni Leonardi Via Toledo - Via S. Brigida
Ore 18,30 Giubilo e gloria
Chiesa di S. Brigida
Concelebrazione Eucaristica presieduta da p. Francesco Petrillo,
Rettore Generale omd e animata dal Coro parrocchiale di Villa S. Maria (Ch)
APERTURA GIUBILEO PARROCCHIALE
Lunedì 21 Settembre
Ore 07,15 Lodi
Ore 07,30 - 10,00 - 12,00 Celebrazione Eucaristica
Ore 17,30 Rosario e Vespri
Ore 18,30 - Un santo amico dei Sacerdoti
Pellegrinaggio dei Parroci del III° Decanato
e Concelebrazione Eucaristica.
Martedì 22 Settembre
Ore 07,15 Lodi
Ore 07,30 - 10,00 - 12,00 Celebrazione Eucaristica
Ore 10,30 Preghiera dell'ora Media con i Sacerdoti del III° Decanato
Ore 17,30 Rosario e Vespri
Ore 18.30 Celebrazione Eucaristica
Mercoledì 23 Settembre
Ore 07,15 Lodi
Ore 07,30 - 10,00 - 12,00 Celebrazione Eucaristica
Ore 17,30 Rosario e Vespri
Ore 18.30 Celebrazione Eucaristica
Giovedì 24 Settembre
Ore 07,15 Lodi
Ore 07,30 - 10,00 - 12,00 Celebrazione Eucaristica
Ore 17,30 Rosario e Vespri
Ore 18.30 - Uomo di Dio e degli uomini
Celebrazione Eucaristica
Benedizione delle famiglie. Affido dei fanciulli e dei giovani a San Giovanni
Leonardi
Venerdì 25 Settembre
Ore 07,15 Lodi
Ore 07,30 - 10,00 - 12,00 Celebrazione Eucaristica
Ore 17,30 Rosario e Vespri
Ore 18.30 - Farmacista del corpo e dello spirito
Celebrazione Eucaristica e Unzione dei malati
Partecipa l'UNITALSI
Sabato 26 Settembre
Ore 07,15 Lodi
Ore 07,30 - 10,00 - 12,00 Celebrazione Eucaristica
Ore 17,30 Rosario e Vespri
Ore 18.30 Celebrazione Eucaristica
Ore 20.30 - “Con Cristo misurate le cose”
Oratorio Musicale composto e diretto dal M° Gianni Proietti
Coro e Orchestra della Diocesi di Roma
Domenica 27 Settembre
Ore 9.00 Lodi
Ore 09,30 Celebrazione Eucaristica
Ore 11.30 - Parto lasciandovi il cuore
Concelebrazione Eucaristica
CHIUSURA GIUBILEO PARROCHIALE - Saluto al Santo
San Giovanni Leonardi a Napoli-Santa Maria in Portico
10/09/2009 - 10:44
SAN GIOVANNI LEONARDI

GIUBILEO LEONARDINO 2009
NAPOLI
SANTA MARIA IN PORTICO
Domenica 13 Settembre
Ore 18.00 - Un Santo in mezzo a noi
Chiesa di San Giorgio Maggiore
Accoglienza delle Reliquie del Santo
Processione
Ore 18, 30 - Gioia e salvezza
Cattedrale di Napoli
Solenne Concelebrazione Eucaristica
Presieduta da S. E. il Card. CRESCENZIO SEPE
GIUBILEO DEI FARMACISTI
Lunedì 14 Settembre
Ore 18.00 - Le tracce gloriose di Cristo
Chiesa dell’Ascensione a Chiaia
Processione per Via G. Piscicelli
Ore 18.30 - Per la gloria del Crocifisso Risorto
Chiesa di S. Maria in Portico a Chiaia
Concelebrazione Eucaristica presieduta da p. Francesco Petrillo,
Rettore Generale omd
APERTURA GIUBILEO PARROCCHIALE
Ore 20.30 - Croce, pegno di resurrezione
Celebrazione dei Vespri
Martedì 15 Settembre
Ore 8.00 - Celebrazione delle Lodi
Ore 8.30 - Celebrazione Eucaristica
Ore 11.00 Un santo amico dei sacerdoti
Incontro con i Sacerdoti del Decanato
- Ora media
- Servire la chiesa. Una figura di santità sacerdotale
Intervento di p. Francesco Petrillo, Rettore Generale omd
Ore 16.30 - Osare il cambiamento. Per una incisività pastorale
Incontro con le Religiose e i Religiosi
- Celebrazione
- Presentazione del libro di San Giovanni Leonardi “Criteri per una Riforma
dei religiosi” . Modera p. Rosario Piazzolla omd, Parroco e Formatore.
Ore 18.30 - Concelebrazione Eucaristica
---
Ore 20.30 Celebrazione dei Vespri
Mercoledì 16 Settembre
Ore 8.00 - Celebrazione delle Lodi
Ore 8.30 - Celebrazione Eucaristica
Ore 10.00 - Visita agli ammalati - GIUBILEO DEI MALATI
Ore 12.30 Benedizione Farmacia Sellitti
(Unica nel territorio Parrocchiale)
Ore 16.30 - Ora di spiritualità con Radio Maria
Ore 18.30 - Chiamati per appartenere a Cristo.
Celebrazione Eucaristica presieduta da p. Luigi Piccolo, Maestro dei Novizi
Testimonianze Vocazionali
Ore 20.30 - Compagno dei giovani e delle famiglie
I giovani e le famiglie incontrano il Santo
Giovedì 17 Settembre
Ore 8.00 - Celebrazione delle Lodi
Ore 8.30 - Celebrazione Eucaristica
Ore 17.00 - Padre Giò. Amico dei fanciulli
INIZIO DELL’ANNO CATECHISTICO
Ore 18.30 Celebrazione Eucaristica
Ore 20.30 Irresistibile bellezza
Veglia di animazione e rito di affiliazione
Venerdì 18 Settembre
Ore 8.00 - Celebrazione delle Lodi
Ore 8.30 - Celebrazione Eucaristica
Ore 18.00 Accoglienza pellegrini
Parrocchie del IV Decanato
Ore 18.30 Concelebrazione Eucaristica
20.30 - Santi per santificare
Veglia di preghiera animata dai Chierici Studenti omd
Sabato 19 Settembre
San Gennaro, Patrono della nostra Città
Ore 8.00 - Celebrazione delle Lodi
Ore 8.30 - Celebrazione Eucaristica
Ore 18.30 Celebrazione Eucaristica presieduta da p. Davide Carbonaro,
Postulatore Generale omd
Ore 20,00 Celebrazione dei Vespri
Ore 22.00 Senza ostacoli.
Suggestioni profetiche
Domenica 20 Settembre
Ore 8.00 - Celebrazione delle Lodi
Ore 8.30 - Celebrazione Eucaristica
Ore 11.30 - Parto lasciandovi il cuore
Concelebrazione Eucaristica Presieduta dal S. E. Rev.ma, Armando Dini
Vescovo Emerito di Campobasso
CHIUSURA GIUBILEO PARROCHIALE - SALUTO AL SANTO
26 Settembre
Ore 20.30 “Con Cristo misurate le cose”
Chiesa di S. Brigida alla Galleria
Oratorio Musicale composto e diretto dal M° Gianni Proietti
Coro e Orchestra della Diocesi di Roma
Anno sacerdotale:150° del transito del Curato d'Ars
03/08/2009 - 21:30
Martedì, nel 150° della morte del Santo Curato, le celebrazioni col cardinale Hummes
Era il 1929 quando Pio XI proclamò Giovanni Maria Vianney «Santo patrono di tutti i parroci del mondo». A distanza di ottanta anni Benedetto XVI ha scelto il Curato d’Ars come modello per «promuovere l’impegno d’interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti» indicendo l’Anno Sacerdotale nella ricorrenza del 150° della morte di san Giovanni Maria Vianney. Un anniversario che cadrà martedì, memoria liturgia del santo Curato, e che la diocesi francese di Belley-Ars e il Santuario di Ars si preparano a vivere con numerosi appuntamenti. Alle 10 del mattino sarà la Basilica di Ars ad ospitare la Messa solenne cui sono attesi pellegrini da tutta la Francia. Nel pomeriggio si svolgerà una processione con la reliquia del cuore di san Giovanni Maria Vianney e poi è prevista la recita dei Vespri solenni, sempre nella Basilica di Ars. A presiedere le celebrazioni sarà il cardinale Cláudio Hummes, prefetto della Congregazione per il clero, del quale ieri il sito internet www.annussacerdotalis.org ha pubblicato un messaggio indirizzato ai sacerdoti. «Carissimi presbiteri – scrive il cardinale – noi, pastori, siamo chiamati oggi, con urgenza, alla missione, sia 'ad gentes', sia nelle regioni dei Paesi cristiani, dove tantissimi battezzati si sono allontanati dalla partecipazione nelle nostre comunità o, addirittura, hanno perso la fede. Non possiamo aver paura, né restare quieti a casa nostra». Poi aggiunge: «Il nostro popolo vuol sentire la vicinanza della sua Chiesa». E il porporato spiega: «Non lanceremo il seme della Parola di Dio soltanto dalla finestra della nostra casa parrocchiale, ma usciremo nel campo aperto della nostra società, a cominciare dai poveri, raggiungendo anche tutti i livelli e le istituzioni della società». Domani, sempre in Francia, nel giorno che precede la memoria liturgica del Curato d’Ars, il vescovo di Belley-Ars, Guy Marie Bagnard, terrà una conferenza sull’Anno Sacerdotale (Anno che è stato aperto dal Papa lo scorso 19 giugno).
Successivamente nella Basilica di Ars sarà celebrata una Messa per le vocazioni sacerdotali. In serata una veglia di preghiera e di riconciliazione. Quella di Giovanni Maria Vianney è stata «vita sotto lo sguardo di Dio». Nato l’8 maggio 1786 a Dardilly, vicino a Lione, in una famiglia di coltivatori, vive un’infanzia segnata dall’influenza della Rivoluzione francese. Fa la sua prima comunione in un fienile durante una Messa clandestina celebrata da un sacerdote ribelle. A 17 anni sceglie di rispondere alla chiamata del Signore: «Vorrei guadagnare delle anime al Buon Dio», dirà alla madre, Marie Béluze. Due anni più tardi comincia a prepararsi al sacerdozio con l’abate Balley, parroco di Écully.
È costretto a disertare quando viene chiamato ad entrare nell’esercito per combattere nella guerra di Spagna. Ordinato sacerdote nel 1815, viene mandato dopo due anni ad Ars dove risveglia la fede dei suoi parrocchiani con le sue prediche, ma soprattutto con la sua preghiera e il suo stile di vita. Si lascia avvolgere dalla misericordia di Dio e fonda un orfanotrofio che chiama «La Provvidenza». La sua reputazione di confessore attira numerosi pellegrini. Sacerdote che si consuma davanti al Santissimo Sacramento, muore il 4 agosto 1859. (G.Gamb.)
fonte: Avvenire, 02/08/09
Beata Teresa Manganiello
05/07/2009 - 09:50
VENERABILE Teresa Manganiello, l’«analfabeta sapiente» che ad Avellino fece fiorire il Terz’Ordine

I l decreto di ieri che ne riconosce le virtù eroiche la renderà venerabile. Teresa Manganiello nacque a Montefusco, in provincia di Avellino, il 1° gennaio 1849, undicesima di dodici figli, da genitori contadini. Ancora adolescente manifestò il desiderio di consacrare la sua vita al Signore, possibilità realizzata grazie alla presenza di padre Ludovico Acernese che istituì a Montefusco il Terz’Ordine Francescano proprio per rivitalizzare la vita cristiana. Teresa divenne la prima terziaria della località irpina e nel 1871 fece la professione dei voti prendendo il nome di sorella Maria Luisa.
Sebbene priva di istruzione, fu l’artefice dell’estensione del Movimento Terziario Francescano in Irpinia e nel Sannio. Veniva chiamata, con affetto, « analfabeta sapiente » per la dedizione con cui si prendeva cura delle necessità delle persone che incontrava. Nel 1873 si recò in udienza da papa Pio IX per presentare l’idea di una nuova comunità francescana. Il Pontefice la benedisse e la incoraggiò ad andare avanti; quando ormai veniva già considerata come la prima superiora della nuova Congregazione delle Suore Terziarie Francescane, la salute cominciò a declinare. Morì il 4 novembre 1876 a soli 27 anni; nel 1881 padre Ludovico Acernese fondò a Pietradefusi, sempre in provincia di Avellino, la congregazione delle Suore Francescane Immacolatine ispirate all’opera e alla dedizione di Teresa. Nel 1976 è stata aperta la causa per la sua beatificazione; il processo diocesano si è chiuso nel 1991 e gli atti sono stati approvati dalla Santa Sede il 12 dicembre 1992. ( F. Mas.)
Fonte:Avvenire
Beatificato Newman ed altri...
04/07/2009 - 10:43
Promulgati dal Papa i Decreti per la Canonizzazione di una nuova Santa e per la Beatificazione del cardinale Newman e di numerosi martiri
La Chiesa avrà presto una nuova Santa e diversi nuovi Beati. Nel ricevere questa mattina in udienza il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, l’arcivescovo Angelo Amato, Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione dei Decreti riguardanti il miracolo della Beata spagnola, Candida Maria di Gesù Cipitria y Barriola, fondatrice delle Figlie di Gesù, spentasi Salamanca, in Spagna, il 9 agosto 1912 all’età di 67 anni. I Decreti promulgati oggi riconoscono inoltre i miracoli per tre Servi di Dio, tra i quali quello attribuito all'intercessione del cardinale inglese Giovanni Enrico Newman, fondatore degli Oratori di San Filippo Neri, che si convertì dall'anglicanesimo al cattolicesimo.
I Decreti risonoscono inoltre il martirio di un vescovo ungherese, mons. Zoltan Ludovico Meszlény, ucciso dalla repressione comunista nel 1951, di un sacerdote tedesco, Giorgio Häfner, morto nel campo di concentramento di Dachau, nel 1942, e di un sacerdote spagnolo, Giuseppe Samsó y Elías, e di un altro gruppo di religiosi della Congregazione dei Sacri Cuori, tutti uccisi nel 1936 a causa delle persecuzioni patite dalla Chiesa durante la Guerra civile. Infine, i Decreti riconoscono le virtù eroiche di due fondatrici di Istituti religiosi - Anna Maria Janer Anglarill e Maria Serafina del Sacro Cuore di Gesù - di un sacerdote della Congregazione dei Missionari di Marianhill, Englemar Unzeitig, e di una giovane laica terziaria francescana, vissuta nella seconda metà dell’Ottocento, Teresa Manganiello.
Fonte:www.radiovaticana.org
5 nuovi santi
30/04/2009 - 13:23
Benedetto XVI proclama cinque nuovi Santi: “La risurrezione di Cristo rinnova il cuore degli uomini”
CITTA’ DEL VATICANO - “Le diverse vicende umane e spirituali di questi nuovi Santi stanno a mostrarci il rinnovamento profondo che nel cuore dell’uomo opera il mistero della risurrezione di Cristo”. Lo ha detto Benedetto XVI, nell'Eucaristia sul sagrato della basilica vaticana per la canonizzazione dei beati Arcangelo Tadini, (1846-1912), fondatore delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth; Bernardo Tolomei (1272-1348), fondatore della Congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto ; Nuno de Santa Maria Álvares Pereira (1360-1431), carmelitano; Geltrude Comensoli (1847-1903), fondatrice dell’Istituto delle Suore Sacramentine; Caterina Volpicelli (1839-1894), fondatrice della Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore. “Celebrando l’Eucaristia comunichiamo con Cristo”, ha ricordato il Papa. “Cosa sarebbe la nostra vita di cristiani senza l’Eucaristia - ha chiesto il Pontefice -? L’Eucaristia è la perpetua e vivente eredità lasciataci dal Signore”, che “dobbiamo costantemente ripensare ed approfondire” perché “possa imprimere la sua inesauribile efficacia su tutti i giorni della nostra vita mortale”. “Nutriti del pane eucaristico - ha aggiunto -, i Santi che oggi veneriamo, hanno portato a compimento la loro missione di amore evangelico nei diversi campi, in cui hanno operato con i loro peculiari carismi”. “Santo sacerdote, uomo tutto di Dio, pronto in ogni circostanza a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo”: così il Papa ha definito Arcangelo Tadini, il quale “era allo stesso tempo disponibile a cogliere le urgenze del momento e a trovarvi rimedio”. Il nuovo santo, tra l'altro, assunse “non poche iniziative concrete e coraggiose, come l’organizzazione della Società operaia cattolica di mutuo soccorso, la costruzione della filanda e del convitto per le operaie e la fondazione”: “Quanto profetica - ha commentato Benedetto XVI - fu l’intuizione carismatica di don Tadini e quanto attuale resta il suo esempio anche oggi, in un’epoca di grave crisi economica!”. Anche in san Bernardo Tolomei, “iniziatore di un singolare movimento monastico benedettino - ha proseguito il Pontefice -, spicca l’amore per la preghiera e per il lavoro manuale. La sua fu un’esistenza eucaristica, tutta dedita alla contemplazione, che si traduceva in umile servizio del prossimo”. Tanto che, ha ricordato il Papa, morì di peste per assistere alcuni confratelli. Nuno de Santa Maria Álvares Pereira fu militare e poi religioso al tempo della conquista dell'indipendenza del Portogallo e della successiva espansione oltreoceano. Ciò avvenne, ha detto il Papa, “non senza un disegno particolare di Dio, aprendo nuove vie che dovevano propiziare l'arrivo del Vangelo di Cristo fino ai confini della Terra”. Agli altari sono state elevate anche due donne che nell'Ottocento unirono fede e azione sociale: Gertrude Comensoli e Caterina Volpicelli. “In una società smarrita e spesso ferita, come è la nostra, a una gioventù, come quella dei nostri tempi, in cerca di valori e di un senso da dare al proprio esistere, Santa Gertrude indica come saldo punto di riferimento il Dio che nell’Eucaristia si è fatto nostro compagno di viaggio”, ha rimarcato Benedetto XVI. Anche Caterina Volpicelli ricordava alle sue Ancelle del Sacro Cuore l'importanza dell'adorazione. E che “per essere autentiche educatrici della fede, desiderose di trasmettere alle nuove generazioni i valori della cultura cristiana”, è indispensabile, “liberare Dio dalle prigioni in cui lo hanno confinato gli uomini”. Solo con la conversione dei cuori, infatti, si può iniziare a “costruire una società aperta alla giustizia e alla solidarietà, superando quello squilibrio economico e culturale che continua a sussistere in gran parte del nostro pianeta”. Al Sacro Cuore e alla cultura si ispirò un'altra figura citata dal Papa al Regina Caeli: padre Agostino Gemelli. A 50 anni dalla morte, nella Giornata dell'Università cattolica, Benedetto XVI ha espresso l'augurio che l'ateneo “sia sempre fedele ai suoi principi ispiratori, per continuare ad offrire una valida formazione alle giovani generazioni”.
Fonte:www.papanews.it
Triduo a San Lucchese
30/04/2009 - 11:22
TRIDUO A S. LUCCHESE
PRIMO GIORNO
In Nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti.
- Amen.
Actiones nostras, quaesumus, Domine, aspirando praeveni et adiuvando
prosequere, ut cuncta nostra oratio et operatio a te semper incipiat et per
te coepta finiatur. Per Christum Dominum nostrum.
- Amen.
Inno
Iste confessor Domini, colentes,
Quem pie laudant populi per orbem,
Hac die laetus meruit beatas
Scandere sedes.
Qui pius, prudens, humilis, pudicus
Sobriam duxit sine labe vitam,
Donec humanos animavit aurae
Spiritus artus.
Cuius ob praestans meritum, frequenter
Aegra quae passim iacuere membra
Viribus morbi domitis, saluti
Restituuntur.
Noster hinc illi chorus obsequentem
Concinit laudem celebresque palmas,
Ut piis eius precibus iuvemur
Omne per aevum.
Sit salus illi, decus atque virtus,
Qui super coeli solio coruscans,
Totius mundi seriem gubernat
Trinus et Unus.
Fede di S. Lucchese
1. O Dio grande, potente e misericordioso, pei meriti della fede
profonda che nutrì il cuore del tuo fedele servo S. Lucchese e lo rese
invincibile a tutte le seduzioni della carne e del sangue, dà a noi poveri
peccatori il dono della fede, con la grazia grande di poterla confessare
davanti al mondo senza nessun timore né rispetto umano.
- Un Pater, Ave, Gloria.
2. O Redentore del mondo e nostro Signore Gesù Cristo, pei meriti di S.
Lucchese e della sua fede viva ed invitta, con cui debellò le varie
tentazioni del senso, concedi a noi tuoi figli, ricomprati a prezzo del tuo
sangue, il dono eccellentissimo della fede, senza la quale, se ci è pure
l’accompagnamento delle opere, potremo cantare vittoria su tutte le
battaglie dei nostri spirituali nemici. E così sia.
- Un Pater, Ave, Gloria.
3. O Spirito Consolatore e celeste Lume delle anime, pei meriti della
fede magnanima di S. Lucchese che rendesti faro di luce agli erranti,
sedenti in mezzo alle tenebre e all’ombra di morte, accorda a noi tuoi
poveri figli l’accrescimento della fede, in mezzo ad un secolo incredulo e
ribelle ai tuoi lumi ; affinchè, vivendo fermi ed incrollabili sullo scoglio
inconcusso della fede, meritiamo di essere coronati eternamente nel cielo,
come servi buoni e fedeli. E così sia.
- Un Pater, Ave, Gloria.
Responsorio
Quicumque optat prodigia
Tuas ad aras convolet,
Lucesi, qui beneficus
Solis instar es omnibus.
Protector o dulcissime,
Nos te precantes respice,
Et fac aeterni gaudii
Simus tecum participes.
Mors, ignis, pestis, flumina,
Morbi, procellae, daemones
Iussis tuis obtemperant
Dono superni Numinis.
Protector o dulcissime, ecc.
Gloria Patri, ecc.
Protector o dulcissime, ecc.
v.Ora pro nobis, beate Lucesi.
Oremus
Dives in misericordia Deus, qui B : Lucensium ad poenitentiam vocatum,
pietatis et misericordiae meritis clarescere voluisti ; da nobis, eius
intercessione et exemplo, dignos poenitentiae fructus facere, et
indulgentiam tuam pietatis et misericordiae operibus promereri.
Per Christum Dominum nostrum.
- Amen.
SECONDO GIORNO
In nomine Patris, ecc. - Actionas nostras, ecc. - Iste confessor, ecc.
Speranza di S. Lucchese
1. O Dio onnipotente ed eterno, prostrati ai tuoi piedi ed umilmente
adorandoti, pei meriti della speranza di S. Lucchese, ti supplichiamo a
concedere a noi servi tuoi il dono grande ed esimio di questa virtù ;
affinché in mezzo alle procelle di questo mare tempestoso della vita, ci
serviamo della speranza, come di un’ancora di fortezza, per non essere
travolti dalle onde furiose delle umane tentazioni. E così sia.
- Un Pater, Ave, Gloria.
2. O Redentore divino e Salvatore del mondo, noi figli del tuo Cuore
amorosissimo, ti supplichiamo che pei meriti del tuo buon servo ed amico S.
Lucchese e della sua speranza invincibile che l’animò nelle inevitabili
tristezze di quest’esilio, ci conceda questa virtù, la quale, in mezzo alle
prove amare della vita, ci renda lieti e sereni, aspettando imperterriti i
beni celesti. E così sia.
- Un Pater, Ave, Gloria.
3. O Spirito Santo , Vita intima delle anime nostre, noi tuoi miseri
servi ti preghiamo che, in grazia e pei meriti della speranza del tuo servo
S. Lucchese e di tutte le sue opere buone che sono un frutto di questa virtù
soprannaturale, comporti a noi tuoi umili figli con l’accrescimento di
questo dono tutte quelle grazie spirituali e temporali, che ci sono
necessarie per arrivare a salute. E così sia.
- Un Pater, Ave, Gloria.
Il resto come il primo giorno.
TERZO GIORNO
In nomine Patris, ecc. - Actiones nostras, ecc. - Iste confessor, ecc.
Carità di S. Lucchese.
1. O Padre eterno che ci hai creato a tua immagine e somiglianza, pei
meriti di S. Lucchese e della sua sviscerata carità, dai a noi tue umili
creature il dono eccellentissimo della carità , affinché amando te, solo
ed unico vero Dio sopra ogni cosa ed il nostro prossimo come noi stessi per
amor tuo, possiamo ottenere dalla tua infinita bontà e misericordia la
grazia grande di amarti e di goderti per sempre nel regno vero della pace. E
così sia.
- Un Pater, Ave, Gloria.
2. Eterno divin Figlio che, per l’amore infinito che ci hai portato da
tutta l’eternità, ci hai redento con lo sborso di tutto il tuo sangue, noi
ti scongiuriamo umilmente che, pei meriti della carità compassionevole del
tuo buon amico Lucchese e di tutte le sue opere buone, conceda a noi di
rivestirci sempre col manto di carità, procurando di essere benigni,
amorosi, pazienti, servizievoli, generosi, graziosi con tutti, anche con i
nostri nemici, a somiglianza del tuo Cuore dolce e mansueto con tutti. E
così sia.
- Un Pater, Ave, Gloria.
3. Eterno divino Spirito che sei la carità e infondi carità nei tuoi
eletti, noi ti preghiamo che, pei meriti delle insigni opere caritatevoli
esercitate in vita dal tuo servo S. Lucchese, conceda a noi, miserelli tuoi
servi, il dono della cristiana carità, e con questa virtù ci conceda ancora
tutte quelle grazie e favori che ci sono di bisogno per l’acquisto del
cielo. E così sia.
- Un Pater, Ave, Gloria.
Il resto come il primo giorno.
PREGHIERA A SAN LUCCHESE.
O inclito confessore di Cristo S. Lucchese, protettore speciale di
Poggibonsi, gloria della Valdelsa e primo fra i seguaci di San Francesco
d’Assisi nel suo Terz’Ordine, noi ti preghiamo a concederci la grazia di
potere imitare le tue grandi virtù, e segnatamente la carità verso il
prossimo bisognoso e sconsolato, ricordandoci in ogni tempo e in ogni luogo
che il prossimo, massimo se bisognoso e sconsolato, riveste la persona
augusta del nostro Signore Gesù Cristo, e quello che si fa ad esso, il
Signore lo prende come se fosse fatto a se stesso. Deh ! Fa’ nostro caro
avvocato, che noi siamo sempre saldi e costanti nell’esercizio ininterrotto
delle opere di carità, sapendo che Dio è carità e chi rimane nella carità
rimane in Dio e Dio rimane con lui. E, se Dio rimane con noi, chi ci potrà
impedire il cammino del bene? In esso vogliamo persistere irremovibili fino
alla morte. Ricoprici tu coi tuoi meriti e con la tua protezione. E così
sia.
GIACULATORIA A SAN LUCCHESE.
San Lucchese dal cuor dolce e pio,
Accetta questo cuore e dallo a Dio.
Accetta questo cuore e fammi tale,
Che faccia sempre il bene e fugga il male.
I nuovi santi :le loro biografie
01/04/2009 - 22:05
CATERINA VOLPICELLI
Con l’Eucaristia nel cuore di Napoli
N ata a Napoli il 21 gennaio 1839, Caterina Volpicelli ebbe nella sua famiglia una solida formazione umana e religiosa, che completò nel Real Collegio di San Marcellino. Desiderando di poter raggiungere «l’intima unione con Dio» non esitò a rinunciare alla vita elegante e spensierata dell’alta borghesia per entrare a 20 anni nel Monastero delle Adoratrici Perpetue, che lasciò dopo soli sei mesi a causa della salute cagionevole. Il beato Ludovico da Casoria, che l’aveva conosciuta nel 1854, glielo aveva predetto: «Il Cuore di Gesù, o Caterina, questa è l’opera tua». Nel 1864 la svolta. Caterina seppe dell’esistenza in Francia dell’Associazione Apostolato della Preghiera. Ne divenne ben presto zelatrice, la prima a Napoli: la casa paterna diventò il centro per l’espandersi del Movimento che fu alla base della sua spiritualità e le ha consentito di coltivare un forte amore per l’Eucaristia. Invitata dal cardinale Sisto Riario Sforza, fondò il 1 luglio 1874 l’Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore. Premurosa per le sorti della gioventù aprì l’orfanotrofio delle «Margherite», fondò una biblioteca circolante e istituì l’Associazione Figlie di Maria. In occasione del primo Congresso eucaristico nazionale (Napoli, 19-22 novembre 1891) le Ancelle organizzarono l’adorazione eucaristica in Cattedrale e animarono il movimento che sfociò nella «Confessione e Comunione generale».
Caterina Volpicelli si spense a Napoli il 28 dicembre 1894. È beata dal 29 aprile 2001.
BERNARDO TOLOMEI
Dall’eremo alla fondazione degli Olivetani
« D esideriamo di essere trasportati alle cose dello spirito». Lo scriveva Bernardo Tolomei per indicare il carisma spiccatamente contemplativo della Congregazione da lui fondata all’inizio del Trecento, quella benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore. Nobile senese, nacque nel 1272 e venne battezzato Giovanni. Fu maestro di diritto nell’università della città e si lasciò anche affascinare dal mondo pur coltivando uno spirito di preghiera e prodigandosi in opere di carità. Dopo una grave malattia agli occhi, si ritirò ad Accona, podere di sua proprietà vicino a Chiusure, a trenta chilometri da Siena, con alcuni amici nobili – fra cui Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini – nella solitudine della vita eremitica e penitenziale. Nel 1319 scelse di abbracciare la regola di san Benedetto e ottenne dal vescovo di Arezzo, Guido Tarlati, nella cui giurisdizione rientrava il territorio, la
Charta fundationis del nascente monastero. La congregazione degli Olivetani fu approvata da Clemente VI nel 1344. Bernardo coltivò una marcata spiritualità mariana: così i monaci vestono l’abito bianco per onorare la Vergine. Secondo la tradizione, il fondatore morì nel 1348 a Siena mentre assisteva nel monastero di san Benedetto i confratelli colpiti dalla «Peste nera», l’epidemia che colpì l’Europa tra il 1347 e il 1352. La famiglia Olivetana è presente oggi in Francia, Inghilterra, Stati Uniti, isole Hawaii, Corea del Sud e Ghana e si affianca a quella delle Oblate fondate da santa Francesca Romana (1348-1440) che fu 'figlia' della Congregazione.
ARCANGELO TADINI
Un «operaio del Vangelo» per le lavoratrici
N on è rimasta sulla carta, la «Rerum novarum» di Leone XIII, la storica enciclica del 1891 dedicata alla dirompente «questione operaia». Merito di cristiani come don Arcangelo Tadini, il fondatore delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth, beatificato da Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1999. Tadini viene alla luce il 12 ottobre 1846 a Verolanuova (Brescia) in una famiglia nobile, benestante e di cultura liberale. Questo contesto non gli impedisce di maturare la vocazione sacerdotale – verrà ordinato nel 1870 – né di aprire la propria missione alle drammatiche situazioni della condizione operaia.
Nel 1877 diventa parroco di Botticino Sera (un paese pochi chilometri a est di Brescia) dove rimarrà fino alla morte, il 20 maggio 1912.
Nonostante la salute cagionevole, la sua opera è feconda e instancabile.
All’attività di carattere più strettamente spirituale e pastorale – come l’oratorio per i giovani – presto affianca un’intensa attività sociale. Nel 1893 fonda una società di mutuo soccorso; nel 1898 una filanda per evitare che le ragazze del paese debbano emigrare in cerca di lavoro, e un pensionato. Nel 1900 dà vita alle Suore Operaie, chiamate a unire lavoro manuale – che svolgono in fabbrica, con regolare contratto – e assistenza alle compagne di lavoro, adottando la spiritualità della Santa Famiglia di Nazareth. Un’idea pionieristica avversata da molti. Invano. Oggi le Suore Operaie sono presenti in Italia, Brasile e Burundi.
GERTRUDE COMENSOLI
Dal Pane spezzato la passione educativa
nata il 18 gennaio 1847 a Bienno (Brescia), in quella Valle Camonica che fra ’800 e ’900 vede fiorire altre luminose figure di «testimoni» come Giuseppe e Mosè Tovini, Caterina Comensoli vive un’infanzia serena, frequentando la scuola elementare del paese nativo. In famiglia sono nati dieci figli dei quali sopravvivono solo tre femmine: Bartolomea (1840), Cristina (1845) e Caterina (1847). Nasce da papà Carlo – di mestiere “fucinaro” e da mamma Anna Maria Milesi, sarta. Fin da bambina rivela una peculiare, profonda sensibilità eucaristica.
A soli sei anni riceve la prima Comunione.
Nel 1867 entra nella Compagnia di Sant’Angela Merici.
Nasce in lei l’idea di dar vita ad un Istituto di Adoratrici attente ai bisogni educativi della società del suo tempo. A Bergamo con il sacerdote don Francesco Spinelli, il 15 dicembre 1882, fonda l’Istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento e prende il nome di suor Geltrude; ma nel 1889 un dissesto finanziario causa la separazione dei due fondatori. Madre Geltrude con le settantatré suore rimaste con lei continua la vita dell’Istituto Suore Sacramentine di Bergamo. Dal primo nucleo di Bergamo l’Istituto si espande in tutta Italia e in terre di missione. Madre Geltrude muore il 18 febbraio 1903. Alla sua scomparsa le sue suore sono «attive» su molteplici «fronti» e assistono le operaie nei convitti e negli stabilimenti, le minorenni in difficoltà, le orfane, gli anziani nei ricoveri. La fondatrice viene proclamata beata da Giovanni Paolo II l’1 ottobre 1989. Il suo Istituto oggi è presente in vari Paesi del mondo.
Fonte:Avvenire 22 febbraio 2009
Date di Canonizzazione
26/03/2009 - 14:16
CONCISTORO PER IL VOTO SU ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE , 21.02.2009
Questa mattina, alle ore 11, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, durante la celebrazione dell’Ora Sesta, il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati:
ZYGMUNT SZCZĘSNY FELIŃSKI, Vescovo, fondatore della Congregazione delle Suore Francescane della Famiglia di Maria;
ARCANGELO TADINI, sacerdote, fondatore della Congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth;
FRANCISCO COLL Y GUITART, sacerdote dell’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani), fondatore della Congregazione delle Suore Domenicane dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria;
JOZEF DAMIAN DE VEUSTER, sacerdote della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria e dell’Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento dell’Altare (PICPUS);
BERNARDO TOLOMEI, abate, fondatore della Congregazione di Santa Maria di Monte Oliveto dell’Ordine di San Benedetto;
RAFAEL ARNÁIZ BARÓN, religioso dell’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza;
NUNO DE SANTA MARIA ÁLVARES PEREIRA, religioso dell’Ordine dei Carmelitani;
GERTRUDE (CATERINA) COMENSOLI, vergine, fondatrice dell’Istituto delle Suore del Santissimo Sacramento;
MARIE DE LA CROIX (JEANNE) JUGAN, vergine, fondatrice della Congregazione delle Piccole Sorelle dei Poveri;
CATERINA VOLPICELLI, vergine, fondatrice della Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore.
La cerimonia di Canonizzazione dei Beati: Arcangelo Tadini; Bernardo Tolomei; Nuno de Santa Maria Álvares Pereira; Gertrude (Caterina) Comensoli e Caterina Volpicelli si terrà domenica 26 aprile 2009.
La cerimonia di Canonizzazione dei Beati: Zygmunt Szczęsny Feliński; Francisco Coll y Guitart; Jozef Damian de Veuster; Rafael Arnáiz Barón e Marie de la Croix (Jeanne) Jugan si terrà domenica 11 ottobre 2009.
I nuovi Santi
26/03/2009 - 14:10
PROMULGAZIONE DI DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI
Oggi, 6 dicembre 2008, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:
- un miracolo, attribuito all'intercessione del Beato SIGISMONDO FELICE FELIŃSKI, già Arcivescovo di Varsavia e Arcivescovo titolare di Tarso; nato a Wojutyn (oggi Ucraina) il 1° novembre 1822 e morto a Cracovia (Polonia) il 17 settembre 1895;
- un miracolo, attribuito all'intercessione del Beato ARCANGELO TADINI, Sacerdote Diocesano e Fondatore della Congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth; nato a Verolanuova (Italia) il 12 ottobre 1846 e morto a Botticino (Italia) il 20 maggio 1912;
- un miracolo, attribuito all'intercessione del Beato FRANCESCO COLL Y GUITART, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Predicatori e Fondatore della Congregazione delle Suore Domenicane dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria; nato a Gombren (Spagna) il 18 maggio 1812 e morto a Vic (Spagna) il 2 aprile 1875;
- un miracolo, attribuito all'intercessione del Beato RAFFAELE ARNÁIZ BARÓN, Frate Oblato dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti); nato a Burgos (Spagna) il 9 aprile 1911 e morto a San Isidro de Dueñas (Spagna) il 26 aprile 1938;
- un miracolo, attribuito all'intercessione della Beata MARIA DELLA CROCE JUGAN (al secolo: Giovanna), Fondatrice della Congregazione delle Piccole Suore dei Poveri; nata a Petites-Croix (Francia) il 25 ottobre 1792 e morta a La Tour Saint-Joseph (Francia) il 29 agosto 1879;
- un miracolo, attribuito all'intercessione della Beata CATERINA VOLPICELLI, Fondatrice dell'Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore; nata a Napoli (Italia) il 21 gennaio 1839 ed ivi morta il 28 dicembre 1894;
- le virtù eroiche del Servo di Dio GIACINTO BIANCHI, Sacerdote Diocesano e Fondatore dell'Istituto delle Figlie Missionarie di Maria; nato a Villa Pasquali (Italia) il 15 agosto 1835 ed ivi morto l'11 febbraio 1914;
- le virtù eroiche del Servo di Dio ANDREA VAN DEN BOER (al secolo: Giovanni), Fratello professo dei Frati della Beata Vergine Maria Madre della Misericordia; nato ad Udenhout (Olanda) il 24 novembre 1841 e morto a Tilburg (Olanda) il 3 agosto 1917;
- le virtù eroiche della Serva di Dio MARIA CHIARA DI GESÙ BAMBINO GALVÃO MEIXA DE MOURA TELLES E ALBUQUERQUE (al secolo: Libânia do Carmo), Fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane Ospedaliere dell'Immacolata Concezione; nata ad Amadora (Portogallo) il 15 giugno 1843 e morta a Lisbona (Portogallo) il 1° dicembre 1899.





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